Un tuffo nel mondo marino del Birrificio del Forte

LOVEAT VISITA PER VOILa birra... che gran bel bere!


Qualche giorno dopo Natale. Non paghi delle bevute delle feste, decidiamo di andare a visitare un posto che puntiamo già da qualche tempo (e i cui prodotti beviamo piuttosto spesso...): il Birrificio del Forte.
Abbiamo appuntamento con Francesco Mancini, che gestisce da solo questo piccolo gioiellino della Versilia. 


Il Birrificio si trova a Pietrasanta ed è legato, sin da nome, indissolubilmente al mare e alla nostra costa.
Il progetto nasce nel 2010, come sempre i migliori progetti, dalla passione per la birra di alcuni amici. Francesco si documenta, studia, sperimenta a casa ricette, collabora con Unionbirrai (l'associazione che promuove in Italia la cultura della birra artigianale) e, appena i tempi sono maturi, parte con l'avventura. E' il 25 agosto del 2011 quando i tre fermentatori da 1000 litri si mettono in moto. Nel 2012 videro la luce circa 300 hl di birra; nel 2014 sono stati raggiunti quasi 800 hl.
La filosofia è stata ben chiara da subito: creare birre semplici, non birre estreme. Birre che siano bevibili e soprattutto, che abbiano la capacità di accompagnare il cibo (e diremmo che l'obiettivo è stato centrato).


Davanti ai macchinari luccicanti, dal cui interno si sente gorgogliare la futura birra, Francesco ci spiega il processo attraverso il quale il malto salta nel bicchiere. Un processo piuttosto semplice a raccontarsi, ma che richiede una grande cura e attenzione durante tutti i numerosi passaggi.

Il malto, macinato grossolanamente, viene immerso in acqua calda tra i 50 e gli 80 gradi. A queste temperature gli amidi diventano zuccheri e a seconda della temperatura questi zuccheri avranno un diverso grado di fermentazione. Terminata questa prima fase, detta di ammostamento, il composto viene trasferito nel tino filtro, dove si separeranno le trebbie residue (che verranno date ad un allevatore, giacché nulla si spreca). 


Segue poi la bollitura di questo mosto zuccherino e l'aggiunta del luppolo, l'elemento che apporta alle birre i profumi, ma anche la nota di amarezza. Durante le varie fasi di bollitura avverranno aggiunte successive di luppolo, l'ultima delle quali, a bollitura terminata, rilascerà soltanto profumi e non amaro.


Nella caldaia a questo punto si sarà formato una sorta di vortice con al centro la "torta" di luppolo e ai lati il mosto, che si va a prelevare. Si procede con il raffreddamento attraverso uno scambiatore di calore e il liquido passa da 100 a 20 gradi.
A questo punto la birra viene messa nei tini coibentati e refrigerati e si aggiunge il lievito.
Talvolta si procede con dell'ulteriore luppolo a fine fermentazione (dry hopping), per aggiustare i profumi e gli aromi.


Dopo circa 7/10 giorni di fermentazione e maturazione, il lievito decanta e la birra resta pulita.
Si imbottiglia (finora a mano, da anno nuovo con una imbottigliatrice) e, a quel punto, parte la rifermentazione in bottiglia che conferirà anche la gasatura naturale. 
E infine... tutte in cella! A temperatura di 23° per un mese circa. Dopodiché... pronte a saltare sulle tavole e scivolare dentro i bicchieri. 

Le prime ricette collaudate, le birre quindi che troviamo tuttora nella gamma base, sono state: Gassa d'amante, Meridiano Zero, Mancina, Due Cilindri, Regina del Mare, Cento Volte Forte. A queste si aggiungono le due birre "stagionali": Fior di Noppolo e Cintura di Orione.


Qualche parola, anzi più di qualcuna, va spesa sui nomi. 
Amanti della letteratura e della mitologia, non possiamo non restare terribilmente affascinati da tutta questa evocazione, dal richiamo intelligente a fatti, personaggi o suggestioni, per lo più marine. 

Un mondo di marinai (la Gassa d'amante è un nodo marinaro), di calcoli e navigazione (riferimento al Meridiano Zero), di attracchi in porti lontani o vicini (Mancina era una gru che sollevava grandi blocchi di marmo), di ingegno e movimento (Due Cilindri come il motore a scoppio di Barsanti e Matteucci), di miti e sirene al cui richiamo non si resiste (Regina del Mare), di radicamento al proprio territorio marino (Cento volte Forte per celebrare i cento anni di Forte dei Marmi). E secondo le stagioni si coglie il luppolo (Fior di Noppolo, dal nome dialettale versiliese del fiore) o si consulta ancora il cielo per capire in che direzione andiamo (Cintura di Orione, visibile solo in inverno).

E questo mondo è bello da immaginarsi e da bersi. 
A piccoli sorsi, a sorsate, dalla bottiglia o nel bicchiere. A ciascuno come più piace.


Tel. 0584 .793384
email: info@birrificiodelforte.it




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