A cena al PEC: idee e originalità. Non solo nel piatto.

LOVEAT ASSAGGIA PER VOI  A tavola per pensare

Il PEC (acronimo per Port Ellen Clan, e dopo spiegheremo il perché) è una delle nostre tipologie di locali preferite: il locale che "se non ci vai, così proprio non te lo aspetteresti". 
E nell'era della chiacchiera gourmet e del pornofood, dei saccenti gastrotuttologi e degli show cooking, dove il cibo è raccontato minuziosamente, illustrato nei minimi, più intimi dettagli, dove troupe di maniaci inseguono cuochi, chef, blogger e concorrenti nei meandri di ristoranti con stelle o senza, be'... in questa era dove tutto, ma proprio tutto ciò che riguarda la sacra sfera del cucinare-mangiare viene didascalicamente spiegato, è piacevole trovare un posto capace di sorprenderti, da più punti di vista, e di farti pensare. Perché è anche per questo che ci sediamo a tavola.

Innanzitutto la location. Suggestiva la via del Fosso, nel cuore del centro storico di Lucca. Una piccola Milano dei Navigli, in un quartiere riqualificato e che si sta rianimando.
Poi il locale vero e proprio. Entri e ad una primissima occhiata tutto appare molto raffinato, forse anche "pettinato". E dentro di te dici: "Eccoci. Seratina confortevole e tranquilla". E già sei pronto a mettere il cervello in stand-by. Niente novità, niente sorprese.
Poi però, dopo il cordiale saluto di benvenuto del padrone di casa (su cui torneremo poco più avanti)  inizi a guardarti intorno con maggior attenzione e... e vedi oggetti che ti colpiscono. Oggetti strani, vintage, anche solo vecchi, oggetti parlanti, oggetti che ti incuriosiscono, alcuni buffi ed inconsueti, nessuno che possa passare inosservato o che sia banale. Alle pareti, sugli scaffali, sui tavoli, sul pavimento. Ordinati, perfetti, ma interessanti.
Stranito da tanta originalità ritorni con lo sguardo all'oste e ti tranquillizzi: divisa bianca, impeccabile, aria British, occhiali, sorriso rassicurante e gentile. Forse ci siamo sbagliati. Forse anche stasera sarà tutto amabilmente convenzionale. 

E invece no.
Inizi a far due chiacchiere con Leo (al secolo Leonardo Calò) e rimetti di nuovo in discussione la serata, che tende decisamete all'originale. 
Ti racconta per esempio che il nome PEC si deve alla goliardica abitudine che suggella l'amicizia fra quattro uomini: ogni anno da oltre dieci anni ormai, la compagnia si reca in "pellegrinaggio" a Port Ellen (nella mia amata madrepatria scozzese!) in cerca di quiete, domande e risposte e, perché no, di whisky e distillerie degne di nota. Un viaggio che si ripete metodicamente e dal quale riportano emozioni, carica e  qualche nuovo whisky.
Il Port Ellen Clan nasce poi fisicamente due anni fa, alla fine del 2012, da Leo e Alessandro Sartoni, amici di una vita, che hanno deciso di incrociare i loro destini professionali. Leonardo anima il locale con la sua presenza in sala, Alessandro manovra dal backstage. Poco importa. Questo è fortemente il loro luogo, come testimonia la foto a seguire.


E, mentre ci godiamo un superbo aperitivo, Leo ci racconta anche di come il luogo dove ci troviamo  sia stato da loro completamente ripensato e ristrutturato, per renderlo così come ora lo vediamo e un po' a loro immagine e somiglianza. Come una casa, per starci a proprio agio dentro. Noi e loro.
Per esempio il bancone. Lì per lì pensi che possa essere opera di un interior designer, magari un po' fighetto, che si sia messo a studiarci. Invece, e ci piace tanto ricrederci, è opera estemporanea di Leonardo a fine di una serata particolarmente impegnativa in sala. Il risultato "patchwork" di questo sfogo creativo è piaciuto e il banco bar se ne sta lì, intonato al resto della mobilia, con la sua simpatica facciona floreale.


Continuiamo incuriositi la nostra esplorazione delle stanze che si susseguono e incontriamo un salottino con tanto di divani e tavolino a marchio Laphroaig (e la sete aumenta). Chiaramente un angolino da aperitivo o da sorseggiamento di liquori nel dopo cena.
Beatitudine.




Ma veniamo al cuore della questione. 
Dopo che gli occhi sono soddisfatti di guardarsi intorno e ormai siamo con le gambe sotto il tavolo... cosa si mangia al Pec?

Lo chef  è Stefano Gori, con alle spalle esperienza in importanti locali lucchesi e non. Lo staff si completa con in sala, oltre al nostro oste, Fabio Lunardi (impeccabile nella sua cortesia) cui si aggiunge un piccolo stuolo di fidati collaboratori e collaboratrici nelle serate di punta.


Il Menu ci offre piatti di carne e di pesce. 
Lo spunto che si legge dietro alle proposte è sostanzialmente l'idea che della cucina hanno i due proprietari: tradizione della cultura gastronomica italiana, ma desiderio di rivisitazione. Una "gastronomia conservativa", in cui però la conservazione è dinamica e non statica. Una cucina del domani anche se già vista. Che ricordi i piatti della nonna, con qualche concessione al cambiamento del gusto: il cibo nel 2014 deve essere più leggero, digeribile. Si deve, insomma, poter affrontare con serenità una cena completa dall'antipasto al dessert senza, in sintesi, lasciarci le penne (o quantomeno le arterie...).

Potevamo forse noi di Loveat, coraggiosi assaggiatori, mangioni d'altri tempi e golosi cronici, tirarci indietro? Ovviamente no. 
Ed ecco i nostri assaggi. Non tutti insieme, non tutti in una volta. Perché il PEC, lo avrete capito, è diventato uno dei "nostri" posti. 

Partiamo decisamente con le alici marinate su pomodoro cuore di bue con aceto balsamico.
Essenziali, ben preparate, un'accoppiata vincente.


Ed ecco la panzanella di mare con emulsione di olio e basilico: una rivisitazione del classico piatto toscano (che prevede pane raffermo ammollato, pomodori e ingredienti vari) con l'aggiunta di calamaretti. Un tocco di profumo di mare alla tradizione. Ci piace.


Alcuni di questi piatti sono comparsi o spariti in questi mesi dal menu che varia periodicamente (per fortuna!).
Tra le new entry settembrine troviamo il polpo arrostito su crema di peperoni e polvere di olive taggiasche.
Cottura perfetta, invitante la polvere di olive che ammicca dai bordi.  Delicata la crema di peperoni. Dichiariamo già senza ritegno che lo riprenderemo...


E poi ancora il Gazpacho Bloody Mary (in quanto leggermente piccante) con spiedino di gamberi. Questa portata merita un capitoletto a parte: era diventato il "mio" piatto ed è sparito dal menu. Partirà una raccolta di firme e sono sicura che presto ce lo ritroveremo.
Scherzi a parte, fantastico: assolutamente dietetico, leggero e saporito. Ottimo come secondo o come antipasto (se avete lo stomaco abbastanza capiente).


E ancora: i tortelli ripieni di coda di bue. Una goduria di delicatezza e sapore in bocca. Il piatto che Leo confessa di preferire e a cui abbinerebbe un vino delle Alte Langhe, magari di Ettore Germano.
Già, perché dimenticavamo quasi di dirlo, ma la carte dei vini del PEC è ricca e ben assortita. Magari fatevi consigliare. Non ve ne pentirete.



Chiudiamo con un dessert per tutti (sono tante, comunque, le opzioni fra cui scegliere): il cheesecake tradizionale con biscotti digestive e formaggio rigorosamente italiano. 
Come si noterà anche in questa occasione (come per il cannolo siciliano, ndr) la golosità della food blogger ha prevalso sulla recensione. Vi dovrete accontentare della foto che ritrae l'ultimo boccone... 


In sintesi.
Andate al PEC se: siete originali, sognatori, scozzesi o malinconici malati di quella terra, amanti del whisky, del design e del vintage di classe, della cucina tradizionale rivisitata, se vi piace un locale con stile (con uno stile che è tutto suo), se amate la carne ma pure se amate il pesce. Se vi piace che anche l'occhio abbia la sua parte, se avete voglia di fare due chiacchiere, se volete che venga reinserito il Gazpacho Bloody Mary (chiederò un punto per la raccolta firme). Da soli, in compagnia, a pranzo il sabato e la domenica o a cena tutte le sere tranne il lunedì e il martedì.
Andateci per una serata romantica o una cena d'affari o tra amici, colleghi, vicini di casa.
Insomma, fate come noi: ogni scusa è buona per andarci…


Ristorante Port Ellen Clan
Via del Fosso, 120
55100 - Lucca
Tel. 0583.493952
info@portellenclan.com
www.portellenclan.com

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