Cina a morsi e sorsi - parte terza (e non ultima)

FUNA IL VIAGGIATORE ROMANTICO La vendetta della nobile arte ed i calici amari

Ecco, ora avete un morso allo stomaco, una suspence normale nelle terre dei menu “chi mangia chi?” che si ripetono in molti angoli del mondo (ma non era tondo ??).
E invece no. Senza guantoni, la nobile arte della cucina di Cina entra nel ring di nome e di fatto della tavola imbandita con piattone centrale girevole, scandita dalle noccioline a seguire con sottaceti per gli antipasti, poi un marasma di roba salata o dolce nel mezzo come crescendo, direi allargando visto che ci saranno gamberi sbollentati al naturale, pollo con verdure, carne  in pentolini sinistri con peperoni di color fiammingo (occhio perché un morso sbagliato qui e qui la cena per voi finisce…male) insalate in grossa foglia per panini-non-panini faidate (il panino è costituito dalla foglia d’insalata stessa) da farcire con carne sfilettata, verdurine a sapori più o meno piccanti, panini con ripieno dolce. 
Attenzione, i panini dolci non sono un dessert e cioè la fine pasto. Quella è rappresentata di solito da un grosso pesce con salsa o in bianco con erba cipollina che funziona come il botto più grosso a fine dei fuochi artificiali, poi, a calmare le fiamme, arriva  il rosso cocomero, il giallo melone e altri frutti non aggressivi.






Fra le squisitezze un successo senza tempo e senza età, amato da grandi e piccini, è il kuulo-juu, kowloroo (beh, famose a capì: anni e anni in Cina è tutto quello che mi rimane in mente di quel piatto sono questi suoni...) delicati bocconcini di maiale fritti e messi poi in salsa rossa agrodolce con ananas.


E se proprio c’è rimasta fame… che ne dite di due spaghi?
FATTI A MANOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO 


E i sorsi? No, non me ne ero dimenticato: PRONTI, ATTENTI, VIA!
All’inizio arriva il tè, bollente, ma di solito il primo tè non si beve. Serve a lavare e sterilizzare bicchieri e bacchette, visto che l’acqua del lavandino… ecco…quella…proprio no. 


Poi si comincia:

Variante 1  - cena analcolica
Continuate a bere tè. Molto buono quello al gelsomino ma può essere di mille altri tipi. 
Uno dice mi prendo una bevanda calda così mi apro lo stomaco: il tè che servono di solito non ci arriva allo stomaco perché vi apre già la carotide, non senza aver vulcanizzato cavo orale e velo pendulo.

Variante 2  - cena alcolica
Si mischieranno birra TSINGTAO*, vino e il pregiato liquore di riso, alias grappa dolciastra (Mao Tai). Ogni tanto qualcuno si alzerà dicendo “gambei” e vorrà dire che si brinda, possibilmente alla goccia. È una prassi bere per ubriacarsi ma in questo non sono diversi da altre popolazioni. Però solo in Cina il bordeaux si beve ben ghiacciato.
Come al solito, più che al solito: beviamo per dimenticare, stavolta anche come beviamo. 




*NdF (Nota del Funa): la birra più bevuta, quasi l’unica, è la TsingTao, traslitterazione di Qingdao, cittadina della costa orientale, base navale di una piccola colonializzazione tedesca del secolo scorso. Se andate là vedrete un quartiere con le case tedesche e colori simili alla Lubecca dei Buddenbrook o le strade piene di biergarten stile Monaco dell’Oktoberfest… piene di cinesi esattamente come all’Oktoberfest: corsi e ricorsi della storia!

Discorso a parte meritano i Drinks e relative liste nei locali. 
I vecchi discorsi da bar diventano i drink da bar. Modernizzare è una direzione, spesso quale sia e che senso abbia chi lo sa...(Guccini). 
E così la lingua (tonale) capace di toponimi immaginifici come Il Giardino dell’Armonia educata (Pechino, 頤和園Yíhé Yuán, conosciuto come Palazzo d’estate e i suoi dintorni con il Padiglione delle coppe galleggianti, la Collina della fontana di Giada, o anche la Pagoda della grande oca selvaggia (X’ian, 大雁塔, Dàyàn Tǎ), ecco, quella stessa lingua nelle “bevute” si distorce come da chirurgia plastica finita male e accanto a sambuca e vodka sforna titoli tipo: swift (!) kick in the balls, sperm bank, flaming gorilla titties, blow job, sweaty bollocks. Non manca 666 e c’è pure Nothing (che comunque costa pur sempre 35 yuan). 
Avete bisogno di traduzione? 



Non so perché ma oggi i links mi tirano la giacchetta e mentre aspettiamo di ordinare in un locale very cool,  degli eterni maschietti ridacchiano sulla nuova app che allo scuotere del telefonino mostra ragazze disponibili in zona. Ma guarda lì, i nuovi wine bar ad uso dei nuovi mandarini: toh, quando si dice il balzo in avanti ti fa cadere indietro… allora meglio il Bordeaux con il ghiaccio... 

Continua…

Francesco Funaioli

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