Il cibo? Elisir di lunga vita. Intervista ad Antonio Ilardi, Chef classe '87

CHIACCHIERANDO CON GLI CHEF La cucina antiaging. Esiste.

 
Antonio Ilardi, classe 1987, napoletano d.o.c.
Lavora in cucina da quando aveva 14 anni, adesso lo troviamo a Lucca all' Antica Locanda dell' Angelo.

D:Come è nato in te l'amore per la cucina?
R:Guardando le donne di casa cucinare, mia mamma e mia nonna. Ho sviluppato così  il desiderio di far stare bene gli altri, cucinando  loro buone cose.


D:Raccontaci la tua formazione.
R:Ho frequentato l' Istituto Alberghiero di Napoli. I primi anni lavoravo il fine settimana in  una pizzeria come aiuto pizzaiolo. Facevo arancini, crocchè e pizza fritta.
Durante gli ultimi anni di scuola ho iniziato con le stagioni estive a Milano Marittima come cuoco. Terminata la scuola sono stato assunto da una società di catering a Napoli, dove ho lavorato per 3 anni.
All' età di 22 anni  ho tenuto un anno di insegnamento di cucina tecnico-pratica all'alberghiero di Cagliari, era il 2009. Nel 2010 sono entrato a far parte dello staff della Roseo Hotels, entrando come cuoco e uscendone come Chef nella primavera 2014. Nel frattempo ho frequentato il Master di culinary nutrition tenuto da Chiara Manzi, fondatrice della Art joins Nutrition Academy e adesso mi trovo a Lucca all' Antica Locanda dell' Angelo, dove abbiamo un menù antiaging studiato con Chiara.


D: Che cos'è la culinary nutrition?
R: E' un nuovo approccio alla cucina, un approccio intelligente, che tiene conto di alcuni fattori in modo da rendere il cibo, oltre che un piacere, una fonte di benessere e giovinezza. Niente a che vedere con la dieta, ma cucina antiaging.

D: Quali sono i fattori che rendono il cibo un elisir di lunga vita?
R: Innanzitutto ci tengo a dire che non ci sono cibi vietati. Tutto è concesso, basta scegliere delle ottime materie prime, combinarle e cucinarle in maniera corretta. Le temperature di cottura sono molto importanti.

D: Cosa ami di più del tuo mestiere?
R:Poter contribuire a momenti di speciale condivisione. Rendere felici gli altri attraverso il cibo, per questo è importante che faccia anche bene.

D: Il tuo piatto preferito?
R: Spaghetti con pomodoro fresco e basilico. Semplice.

D: Ci regaleresti un piatto antiaging?
R: Certo, un altro dei miei piatti preferiti, il fritto di pesce.


D: Fritto antiaging?
R: Certo, come ho detto si può mangiare di tutto. Bastano alcune accortezze. Innanzitutto utilizzare olio evo, o se vogliamo abbattere i costi olio di arachidi, sempre buono per il fritto ma non come l'extra vergine. La temperatura deve essere di 180°. Inoltre il pesce va semplicemente infarinato, la panatura assorbe molto più olio! Poi quando scoliamo il fritto lo tamponiamo 3 volte con carta assorbente, in modo da eliminare gli eccessi di olio.
Questo piatto è molto più salutare del solito panino che si mangia in pausa pranzo.
Provare per credere...

Laura Beneforti

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