Risotto con crema di cecio mantecato, Casolèt e menta. Goduria...

A MODO NOSTRO Come far bella figura in tre mosse (o poco più)

Tra i miei gusti capricciosi non solo preferisco il salato al dolce, ma, lo confesso e accetto tutte le vostre critiche, per lunghe fasi della mia vita ho preferito il riso alla pasta.
Il risotto è un'arte. Difficile la cottura, rara la mantecatura perfetta, talvolta manca il sapore, talvolta il sale è in eccesso, altre volte ancora l'ingrediente prinicpe non ne ha voluto sapere di sposarsi con il chicco. E quando è fatta è fatta. Impossibile aggiustare, difficile camuffare.
Il risotto. ce lo racconta Sara nella sua versione Ceci & Casolèt. 
Invernale, direte? Be', adatto a questo strano piovoso luglio 2014.
Amelia


Costo: basso
Tempo: 10 min di preparazione - 30 di cottura

Ingredienti per4 persone:
Cipolla media rigorosamente bionda tritata fine (mixer) - una
Sedano - 3 costole solo la parte bianca (sbucciata) e tritata come cipolla
Riso vialone nano (sempre ovviamente che sia made in italy) - 350 g
Bicchiere abbondante di rosé 
Crema di ceci q.b   
Menta fresca  4 foglioline tritata finemente
Casolèt q.b  per la mantecatura
Brodo vegetale a coprire di tre dita il livello del riso


Si soffrigge generosamene la cipolla con il sedano. Si aggiunge quindi il riso tostandolo ben bene con il soffritto.
A padella calda si sfuma con vino e, a vino evaporato, è la volta del brodo.
Qui ci tengo a precisare che dopo aver conosciuto la cottura veronese del signor Ferron non l’abbandono più. 
In sostanza si ricopre il riso con del brodo vegetale, mescolando fino ad inizio bollore, poi si copre e si lascia andare fino alla fine a fuoco basso, assicurandosi di tanto in tanto che non si attacchi al fondo o che rimanga senza liquido a riso ancora crudo.
Ovviamente in questo modo la risaia deve stare molto attenta e vigilare costantemente sulla cottura in modo da aggiungere brodo, se ancora indietro con i tempi, o far ritirare velocemente se la cottura è invece avanti.

Solo un paio di minuti prima di spegnere aggiungere la crema di cecio e, a fuoco spento, il trito di menta insieme ad una generosa dadolata di Casolèt (dipende dal gusto personale, ma mai troppo da coprire il sapore dei ceci).

Impiattare con un  taglio di sfoglia di Casolèt e ceci in “pippoli” (dicesi "ceci in pippoli" quella parte dei ceci che avremo conservato senza ridurla in crema e si presenta in forma appunto di cecio intero, ndr)


E cosa ci beviamo?
Ho apprezzato il piatto con il Rosé Colli del Limbara 2013,  Cantina del Vermentino, Olbia Tempio, lo stesso usato per la sfumatura del riso.
Di modesta personalità, non incanta, ma fresco di una bevuta semplice diretta e piacevole.

Bon appétit!

Sara Martinelli

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