Questo vino è come il jazz...

VINITALY & DINTORNIUn vino ricco di accordi

Vittoria – Da oggi c’è una parolina, Jazz, di cui si discute ancora l’origine, per indicare un vino, un vino nato a Vittoria e pensato da Paolo Calì con l’aiuto del suo enologo, Emiliano Falsini.


Già nella pronuncia e nella stessa grafia del nome è in qualche modo descritta la caratteristica di questa musica, energica e glissante.
Un modo di suonare, pieno di note e imprevedibile dove confluiscono la musica africana, i canti di lavoro, gli inni della liturgia protestante, il blues afroamericano, il ragtime, passando per le marce militari e l’influenza dell’opera lirica.
È stato quando Calì si è reso conto di aver ottenuto un vino complesso ed equilibrato dal punto di vista aromatico che è scattata l’analogia con il jazz, con la sua strabordante ricchezza di accordi, riuniti e meditati in una melodia originale, capace di fare scuola.
«Cercavo un vino giovane, un vino con note fruttate – racconta Paolo Calì – che potesse colpire la fantasia, che fosse quasi un viaggio sopra e oltre le dune fossili di contrada Salmè, su cui crescono i nostri vigneti.
«Lo voleva anche diverso dal cerasuolo di Vittoria, chiamata un tempo la città del vino e oggi anche città del jazz, e perciò abbiamo pensato di lavorare su un prodotto che avesse il 55 per cento di frappato e il 45 per cento di nero d’Avola».
Jazz è in questi giorni in presentazione al Vinitaly.
  

«Per travasare nella bottiglia – continua Calì – l’intero scrigno di sostanze aromatiche, racchiuse in questo particolarissimo tipo di terreno, prima della fermentazione abbiamo effettuato una macerazione a freddo.
«Il risultato, che presenterò al Vinitaly, nello stand I 147 del Padiglione Sicilia, è anticipato e illustrato nell’etichetta, disegnata da Fabrizio Foti, dove si affollano come su di uno spartito i sentori di violetta, acacia, fragola, lampone, mora, rosa canina, ciliegia, agrumi, pepe nero, tabacco insieme a note minerali e salmastre.
«Desideravamo un vino di pronta beva e ci siamo ritrovati un vino
importante che arriva a 13 gradi a cui si aggiungerà un prezzo interessante».
E come succede nelle favole, tutto questo tesoro di fragranze ha il suo antico custode.
È il brachytrupes megacephalus o grillo testone, inquilino delle dune, quasi mascotte, ma soprattutto bioindicatore della qualità ambientale, con cui l’azienda e il suo proprietario hanno, dopo qualche incomprensione iniziale, stabilito una cordiale convivenza.
Lo si vede fare capolino dall’etichetta, ai piedi di quella che il disegnatore ha ribattezzato vinifera odorosa.

Resta, per finire, la curiosità sull’origine del nome. C’è chi pensa che derivi dall’inglese jar che significa vaso, ricordando così che i suonatori d’origine africana, usavano dei vasi come strumenti di percussione.
Un’altra ipotesi è che jazz abbia a che fare con jass, dal verbo di origine francese jaser, utilizzato nella lingua parlata in Lousiana, che racchiude in sé il concetto di gracchiare, far rumore e per estensione di significato l’atto di amarsi, andando al sodo e senza troppi complimenti.


Azienda agricola Paolo Calì, via del Frappato, 100, contrada Salmè, strada provinciale Vittoria-Pedalino km 2 – Vittoria (RG) - tel. e fax: 0932. 510082;

info@vinicali.it.

Nicola Dal Falco

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