LoveatKitchen e i paladini del mangiar bene. L'epica della castagna.

LOVEATKITCHEN Buona la prima. E buona anche la seconda...

Si sa, siamo food blogger anomali.
Ci piace gustare con lentezza, assaporare in silenzio e meditare su quanto di bello e buono passa per le nostre bocche.
Per questo, amabili lettori, ci perdonerete se abbiamo indugiato pigramente sinora per raccontarvi quanto il formaggio ci abbia travolto nel nostro primo incontro di martedì 4 marzo.
LoveatKitchen non è solo un evento. E' gioia pura, amore per il cibo e voglia di goderne.
Siamo food blogger forse un po' scontrosi, ma generosi.
Per questo vi regaliamo qualche immagine (e ricetta) della prima, assicurandovi che sarà buona anche la seconda.

COSA VI SIETE PERSI IL 4 MARZO?
NON CHIAMATELO SOLO FORMAGGIO. IL FORMAGGIO IN 3 ATTI.

Alla Goccia
Lavorare lo stracchino fino ad ottenere un composto omogeneo cremoso, preparare la base “tipo crumble” alle noci con: farina, burro, sale e noci tritate grossolanamente; inserire i due preparati all’interno di un contenitore trasparente (un bicchiere di taglia medio-piccola) alternandoli in strati. Saltare il radicchio tardivo a fuoco alto con un filo d’olio extra vergine d’oliva e aggiustare di sale e pepe nero. Sistemare il radicchio così lavorato sull’ultimo strato di stracchino e cospargere il tutto con noci tritate. Terminare il piatto con pepe nero grattugiato al momento e Olio Extra Vergine d’Oliva. Servire con una fetta di pane sciapo ai cereali leggermente tostato.
Cremoso
Fondere il pecorino a fuoco basso con panna e latte; far raffreddare per qualche minuto e incorporare l’albume mescolando lentamente fino ad ottenere un composto omogeneo; preparare la pasta fillo e foderare gli stampi da forno, inserire il composto a base di pecorino negli stampi e richiudere la pasta fillo a fagotto. Passare la preparazione in forno. Finire il piatto con pepe nero, Olio Extra Vergine di Oliva e scorza di limone.
Croccante
Preparare l’impasto per le cialde con: albume, zucchero, farina, burro fuso in parti uguali; aggiungere al composto ottenuto le nocciole tritate e cuocere in forno. Appena tolte dal forno (ben calde) piegare le cialde a metà e far freddare la preparazione. Lavorare il formaggio fresco vaccino fino ad ottenere un composto cremoso e omogeneo, incorporare lo zucchero di canna integrale e farcire le cialde con una sac à poche. Cospargere la preparazione con nocciole tritate grossolanamente e guarnire con zucchero di canna integrale e miele.












L'EPICA DELLA CASTAGNA - MARTEDI' 18 MARZO

Uno dei prodotti più significativi della nostra Terra, un concentrato di energia e di storia. Protagonista nei libri di cucina da sempre, la castagna è un alimento di carattere che raramente passa inosservato. La pianta che genera questo frutto riesce a crescere e a produrre dove molti cereali si sviluppano con difficoltà: in alcuni contesti ha svolto un ruolo fondamentale nell’alimentazione quotidiana andando a sostituire o ad integrare grano duro e grano tenero in molte preparazioni tradizionali. Il Castagno è un organismo dai molti talenti: i suoi frutti nutrono intere comunità, il suo legno è resistente e adatto a diversi tipi di lavorazione, le sue radici lavorano instancabilmente contribuendo a consolidare il terreno e i suoi fiori forniscono la materia prima alle api per la produzione del miele. Fresche, secche o in farina le trovate dall’Artusi a Hermann Hesse…mi sembra non sia necessario aggiungere altro.
Riccardo Simonetti

Piccole o grosse, arrostite, secche o "del prete" (e allora vi trovate a Napoli), così buone che non puoi fare a meno di mangiarle fino all'ultima.
Da sbucciare lentamente, fra parole e vino, davanti al fuoco del caminetto o gustate con avidità a fine pasto, quando ormai si possono mettere i gomiti sul tavolo e lasciarsi andare a confidenze.
Concentrato di delicatezza e carezzevolezza (o carezzevolità, fate voi), dolci quanto basta per essere desiderate e quanto basta d'altra parte per non essere eccessive.
Nobili nel Mont Blanc, raffinate e vendute a peso d'oro ma anche umile sostentamento dei poveri per secoli.
Farina, polenta scura, pane profumato e ripieno per cacciagione.
Forse frutto, sicuramente frutto di qualche alchemica operazione, regalo di un'entità divina a cui rendere grazie per tanta delizia.
Loro, che oltre dieci anni fa confessai come peccato capitale  settimanale al mio dietologo, omettendone la quantità (non erano certo due o tre come dissi...) ma senza sentirmi affatto in colpa.

Le castagne.
Ricreate, scomposte, trasformate e magnificate da Alda e Riccardo.
Ivo Poli che ce ne racconterà delle belle.
Paola che come sempre volteggerà con grazia intorno al tavolo porgendo piatti ed allungando delizie.
Simone, che ci innamorerà dei vini che vorremo poi urgentemente bere, presi da una sete di conoscenza.
E in mezzo a tutto questo, discreto quanto basta e sornione come sempre, Loveat, l'amore per il cibo, sussurrerà parole dolci come castagne alle vostre orecchie.


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