Vigne di mare. Beate loro lassù a guardare

IN GIRO PER CANTINE  Quando ti trovi ad invidiar le vigne...


Esistono vigne di collina, vigne che osano di più e se ne stanno arrampicate sulla montagna e vigne che si affacciano sorridendo sul mare.
Le vigne di Heydi Bonanini, invece, sono vigne che, curiose di guardarsi intorno, spuntano e si protendono dai crinali rocciosi della Liguria per puntare lontano, verso l'orizzonte. 
Vigne tenaci e salmastre, espressione di varietà locali, che da centinaia di anni abitano da quelle parti (a differenza dei moltissimi turisti piovuti negli ultimi decenni da quando questi posti sono stati considerati alla moda). 
Vigne che i "vecchi" del posto coltivavano per uso proprio, per produrre un vino schietto, forse semplice e primitivo, certo non perfetto, ma che era senza dubbio lo specchio di quel territorio.
Siamo alle Cinque Terre, paradiso naturale costiero, uno dei paesaggi che ci invidia il mondo intero, ospiti dell'Azienda Agricola Possa di Heydi Bonanini, nato e cresciuto a Riomaggiore. 



Ci colpisce il fatto che Heydi, cortese ma molto "bando alle ciance" (sennò che ligure sarebbe?), ci introduce nella sua cantina e al racconto sulla sua produzione a partire dal territorio. 
Un problema spinoso e da più parti sottovalutato, se non ignorato, è la caratteristica di quella fascia di terre lungo costa, schiacciate dai monti, che subiscono spesso importanti dissesti idrogeologici. Ricordiamo, solo per citare un esempio, le rovinose frane dello scorso anno: tutti abbiamo ancora negli occhi le immagini, girate sul web per settimane, della furia devastante dell'acqua a Monterosso. Un paese spazzato via quasi per intero dalla forza della natura e quasi per intero ricostruito, ci racconta Heydi. La sistemazione del territorio dovrebbe, secondo lui, costituire una priorità non soltanto per chi vi abita, ma anche per tutti coloro che frequentano le spiagge durante l'estate, salvo poi scordare che la pulizia della valle è indispensabile, che i canali necessitano di manutenzione e che i celebri muretti a secco sono tuttaltro che decorativi.



L'Azienda Agricola Possa produce circa 8/9 mila bottiglie di vino all'anno vendute, ahinoi, quasi interamente all'estero. 
La forza emotiva del territorio riecheggia continuamente nelle parola del nostro ospite: il vino si fa al modo del "vecchi", secondo i loro ritmi (che sono poi esattamente quelli della natura che tanto bene conoscevano) tramandati nelle generazioni, secondo le indicazioni di chi con quel vino c'è nato. A loro si deve per esempio il Perseghin, una sorta di liquore derivante dall'infusione delle foglie del pesco nel vino dell'anno precedente (solo 100 bottiglie circa, tutte che partono per il Giappone). A loro si deve anche il "Vino dei Vecchi", uno Sciacchetrà rinforzato e molto alcolico.
Possa è nata nel 2004, ma da oltre venti anni Heydi coltiva uva, che vendeva alla Cantina Sociale. Fino a quando ha deciso che toccava a lui iniziare a vinificare. E così ha ripiantato nuove vigne mentre continua a curare alcune che raggiungono quasi i cento anni. 
La sua prima cura è stata quella di recuperare alcuni vitigni autoctoni, come il Picabon e il Rossese. Altri non possiamo nemmeno nominarveli: non siamo infatti riusciti ad appuntarli dato che hanno soltanto un nome dialettale...



Le Cinque Terre, si sa, sono territorio dello Sciacchetrà, vino dolce, prodotto da uve che dopo la raccolta vengono lasciate essiccare appese in locali chiusi per due o tre mesi.
Poi, dopo 28 giorni circa sulle bucce e il passaggio in acciaio, termina la fermentazione in barrique per un anno.
La severa selezione in vigna e la resa molto bassa (si parla del 20% circa) fanno sì che lo Sciacchetrà non sia un vino "comune", ma da occasione.
Ne abbiamo assaggiato del 2011 e 2012. Vi lasciamo immaginare.


Non manca alla produzione di Possa neppure il classico Bianco Cinque Terre DOC, di cui abbiamo assaggiato il 2012: dopo alcuni giorni di macerazione sulle bucce, viene torchiato e poi affinato in barrique. Ha una bella nota sapida e una piacevole freschezza. I vitigni sono il Bosco, l'Albarola e il Vermentino (in piccole quantità, proprio per non togliere il palcoscenico alle varietà autoctone) con l'aggiunta di Rossese e Picabon.
Per tradizione e consuetudine, tutte le famiglie avevano anche una parte di vigne votate alla produzione del rosso: anche Heydi ha il suo rosso.
Si tratta del Rosso di Possaitara (Canaiolo e Bonamico) che fa sia acciaio che legno ed esce in bottiglia con un bel carattere deciso e una personalità tali da non far rimpiangere il suo cugino più famoso, il bianco.


Serene ed operose, ci piace pensare, anche le api fanno il loro dovere e mirando il mare regalano un ottimo miele di castagno, acacia ed erica (di cui abbiamo naturalmente fatto provvvista).
Siamo sicuri che, vivendo in quel paradiso, non chiederanno spesso le ferie...

A noi non resta a questo punto che andare, indirizzati dal nostro ospite, verso un ristorantino alla Marina, con la promessa di tornare per un pranzo primaverile in mezzo alle vigne!





Si ringrazia per le foto Martina Di Bugno



                                        Azienda Agricola Possa di Bonanini Samuele - Heydi
                                                          via Sant'Antonio 72 Riomaggiore
                                                      Tel +39 348 31 62 470 info@possa.it

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