E ora parliamone. WineShot e le idee sul vino.

LUCCA SI MUOVE /  Al mondo di serio c'è solo la passione

WineShot è stato proiettato.
Eravate in tanti lo scorso sabato e vi ringraziamo uno ad uno poiché ciascuno di voi ha riflettuto, osservato ed ascoltato e lo ha fatto a modo suo.
Vi abbiamo raccontato da dove è venuta questa idea, da una calda giornata d'estate in vigna.
E' questo il momento invece di riflessioni sul perché WineShot.
Non vogliamo scivolare in banalità e derive melense, osannando a tutti i costi vini e territori, anche se nostri. Non intendiamo dare lustro o difendere ad oltranza ciò che conosciamo e che beviamo quotidianamente.

Il desiderio forte, che ci ha colpiti tanto da farci imbarcare in questa impresa, in ore ed ore di lavoro, è la voglia che abbiamo palpato parlando, viso a viso e occhi negli occhi, con chi il vino lo produce. 
La voglia di raccontare, raccontarsi e tirar fuori le proprie  idee sul vino, da condividere, masticare, bere, ingoiare e poi buttare nuovamente fuori. E metterle sul tavolo e dare forma e senso al tutto.
WineShot vuole essere il primo tassello di un cammino da fare insieme.
Il sasso di un muretto da tirar su o un sasso in cui inciampare domandandosi cos'è stato.
Una pietra lanciata nell'acqua del web perché chiunque possa vederne la propagazione.
Un work in progress, come si usa dire, o un lavoro ben cominciato che ti incammina verso la metà dell'opera.
Un pungolo per la discussione.
Uno spunto, una traccia.
Dieci fastidiosi minuti (fastidiosi perché ve ne parleremo ancora a lungo) in cui trasuda un amore e una passione che non potete ignorare.
Un modo di fare squadra (che l'abbiamo veramente fatta).
Il desiderio di fissare idee in forme concrete.
E infine l'orgoglio di vedere Lucca in fermento e i nostri vignaioli in lento ma deciso movimento.
Questo e tutto quanto ancora verrà da voi e da noi.

E per terminare, la mia idea di vino. 
Il vino è come un libro e come mille libri. 
Al posto delle pagine troverete i sorsi. Come un bel libro stimolerà tutti i vostri sensi (si legge con occhi cuore mente, ma anche con naso e orecchie e gustandolo). 
Esattamente nello stesso modo lascerà in voi un forte ricordo che vi farà desiderare di raccontarlo e suggerirlo ad altri. 
Forse diventerà il vostro preferito e vi ritroverete a cercarlo con senso di familiarità e sguardo complice su scaffali di enoteche o in casa altrui solo per capire se lo hanno compreso. Ne parlerete come di un amico, di un compagno o di un amante. 
Forse invece non vi incontrerete, ma vi scontrerete su sostanza o dettagli (che pure tanto contano). 
O magari ancora non sarà un colpo di fulmine, ma un lento, lungo corteggiamento, come solo si legge ormai nell'epica cavalleresca del Cinquecento. 
Raramente diventerà "il vino", quello che esibirete con orgoglio malcelato a cene e cene e ancora ad altre cene come se lo aveste prodotto voi. 
Spesso sarà una scoperta, altre volte intuirete la grandezza delle pagine non lette e di quelle a venire. 
Capiterà che lo si dimentichi per riaprirne poi le pagine/il tappo dopo anni cogliendo con sorpresa la bellezza ancora intatta della promessa di un tempo.

Il vino è cultura, è la cultura di una terra, di un luogo, di un paese intero, della gente che lo abita. Ed è cultura di chi lo beve, lo comprende, lo ama e gli riserva un posto, grande o piccolo che sia, nella propria vita.

E come è solito salutare il nostro caro amico Urano (al quale prendo in prestito solo per stavolta l'amabile trovata)... CIN!



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