Vini di valle: Terre del Sillabo

VINI  LUCCHESI La fresca brezza della Freddana

Al momento in cui scriviamo è novembre inoltrato e il freddo, quello pungente, è arrivato da nemmeno quindici giorni, ma c'è un luogo, appena 9 km fuori Lucca, dove una lacrima di frescura non manca mai. Questo luogo si trova magicamente presso le "Terre del Sillabo", un angolo della lucchesia dove Eolo, dopo essersi compresso tra le colline che lo chiudono nella Val Freddana, ha modo di librarsi e soffiare fresche correnti su questo catino erboso ricoperto di tralci d'uva. Più indietro la valle è buia, più avanti il terreno si apre a ventaglio verso Lucca e quindi solo qua si realizza una strana combinazione che par d'essere avvolti da un clima montano, mentre l'altimetro segna appena 55 m. 


Le stesse correnti e quelle d'alta quota, se da una parte proteggono dalle gelate, dall'altra favoriscono quella benevola e idonea escursione termica che agevola lo svilupparsi di fragranze e profumi che ritroviamo intatti nel vino. Duole soffermarsi ancora sulle condizioni meteorologiche, ma quello che si percepisce nel bicchiere deve molto all'urlo del vento, che si può ascoltare qua in alcuni giornate, in cui come una tormenta, la natura, mostra un'immagine tanto potente.


Arrivando dalla via della Valfreddana spicca nel verde il bel complesso architettonico delle Terre del Sillabo, che si presenta con un'ammiccante color bordeaux, L'edifico affonda le sue origini ad almeno il 1767 e nella cantina è possibile ammirare una vecchia fontana in pietra del 1829. All'aperto e sul retro, luogo dedicato alle degustazioni, si giunge attraverso un ponticello che porta ad un porticato da dove, tra un bicchiere di vino e un assaggio di crudo, si gode di una bella vista della tenuta, che mostra, appena oltre il tavolo, l'ascesa potente delle vigne verso l'alto. 



Giampi, Giovan Pio Moretti, è il proprietario dell'azienda e ci fa da guida in questo viaggio enoculturale. E' nipote di Giampio, detto Pio, che aveva comprato questi appezzamenti negli anni '20 e si era occupato delle vigne fino al 1982. Dopo l'acquisto quello che si era ritrovato fra le mani era il tipico melting pot lucchese del periodo. Una varietà di oltre venti vitigni diversi. Un ottima strategia produttiva dei contadini dell'epoca che permetteva loro di affrontare quasi tutte le condizioni climatiche. Quando Giampi prende le redini dell'azienda decide però di fare una scelta diversa e dà inizio ad una serie di reimpianti che produce la prima "nuova" vendemmia nel 1993. 

Dalla vecchia gestione a mezzadria alla gestione odierna passano 15 anni e oggi gli ettari coltivati sono cinque e mezzo, più un altro ettaro e mezzo a Mutigliano. Paese non lontano da qua, dove hanno messo a dimora del Merlot a partire dall'anno 2000.


Il terreno qua, continua Giampi è molto vario, tanto che il vino prodotto a fondo valle è diverso da quello in cima alla collina. Ciottoli e sabbia da una parte e sassoso e argilloso dall'altra e il Sauvignon che cresce sui grappoli è figlio di questi diversi genitori. 
Allungando la vista si scorgono filari di Chardonnay e di Cabernet, Trebbiano e altre varietà da cui in annate favorevoli riescono a produrre del bianco macerato sulle bucce.


Dopo un po' che osserviamo la vigna, ci accorgiamo che ci sono molti tralci "incolti". Questo è un guizzo di ingegno per far fronte alle variazioni climatiche. Da qualche anno, nonostante la buona ventilazione, l'uva è aggredita dal temuto "colpo di sole" e se per il nostro corpo ci sono i filtri solari, qua a far da filtri ci pensa direttamente la pianta, in una sorta di autoprotezione. Le foglie più alte e lasciate libere di crescere fanno da cappello al prezioso frutto che sta ai piani più bassi.

Ma veniamo alla vendemmia. Si fa tutta a mano e si producono 20.000 bottiglie. Un terzo ciascuno tra Sauvignon, Chardonnay, Rosso. Per i bianchi si usa la pressa pneumatica. Il rosso va tutto in legno. Il Sauvignon tutto in acciaio. Lo Chardonnay parte in legno e parte in acciaio e poi viene fatto un blend. Le Barrique sono di legno francese quasi mai nuovo, ma rinnovato periodicamente. La distribuzione vede la parte preponderante prendere la via di Lucca e Pisa, ma una gran parte annaffia le tavole del resto d'Italia e infine un buon 15-20% se ne va oltre confine.
La scelta dell'acciaio per il Sauvignon è stata quella di indirizzarsi verso un vino dove emergesse la qualità del frutto e di tutto il lavoro che si fa sulla pianta. 


Ad aiutare il proprietario c'è Simone, enologo con laurea fresca di tre anni, ma con già grandi esperienze nel regno del Bordeaux.  Lavora qua da quando ha terminato l'istituto agrario. 
Giampi invece ha il diploma di sommelier dal 1986, ma lui dice che il "virus", ovvero la passione per il vino, l'ha preso ai primi corsi di degustazione. Letteralmente dice che: "La passione per il vino è come un virus. Quando ti accorgi di averla presa, l'influenza, ormai è troppo tardi".

Tra i prodotti proposti segnaliamo: Gana, Colline Lucchese D.o.c., Sauvignon D.o.c., Niffo, Colline Lucchesi D.o.c., Spante I.g.t., Mati I.g.t., Chardonnay I.g.t.; inoltre, se volete acquistare qualche bottiglia di questo produttore è disponibile anche la vendita diretta, che non finiremo mai di consigliare almeno per il primo acquisto. Visiterete un luogo interessante e avrete modo di fare facilmente la vostra scelta. 


Terre del Sillabo
Via per Camaiore traversa V - loc. Cappella - 55100 Lucca - Italia
Tel +39.0583.394487 - mail@terredelsillabo.it













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