Brasile, il paese di Gulliver. Funa: parola di un viaggiatore romantico.

IL FUNA-MBOLICO INVIATO SPECIALE Around Brasil

Dove eravamo rimasti? Ah. Già… l’Indonesia, le assonanze fra Thohir e Jair, ma guarda un po’: il primo giocatore di colore della storia del calcio italiano, della grande Inter, un grande esterno, era brasiliano, come molti altri a seguire. Ma dall’Indonesia in Brasile arriviamo per tantissime altre assonanze, quasi fossimo davanti a 2 gemelli separati alla nascita.

È vero, la deriva dei continenti è un po’ improbabile in questo caso, ma i punti di contatto, oltre ad una cintura equatoriale, sono veramente così tanti da pensare a segrete armonie planetarie: caffè thoraya e cafesinho, durian e jacca, 250 milioni di persone in mezzo ad una natura strabordante, stesso tipo di moto Honda 125 4 tempi a motorizzare le masse, stesso periodo e ritmo di crescita. 



I punti di contatto continuano, blesh, nelle stesse differenze di ripartizione della ricchezza, molto nelle mani di pochi e poco o niente nelle favele di troppi. Morire di fame, in una terra dove se tiri in terra una buccia di banana ne viene fuori per magia un albero, fa poco armonia e purtroppo fa molto planetario. Testarde, certe chiese mettono la fede negli orti per tutti.





Però, con un po’ di mala-fede, far collassare un equilibrio naturale non è difficile. Qui è accaduto, ad esempio, nella serra catarinense, zona del sud, montuosa e boschiva. Lo sfruttamento selvaggio dell’albero di araucaria, che a ritmi normali dava lavoro e nutrimento (con gli alberi, per i mobili e la falegnameria, con i pinoli, nella cucina dei vari piatti e pagnotte, e con frutti di altri alberi che crescevano all’ombra dell’araucaria) a tutti, umani e animali, Slowfood Brasil , lo ha fatto scomparire e qualche multinazionale lo ha rimpiazzato con il pino canadese a maggiore e più veloce resa produttiva ma che, nomen omen, non è proprio brasiliano, e ha scombussolato l’armonia che ®esisteva. 

Nessun problema. Là qualche multinazionale ha portato volentieri, in aiuto delle popolazioni, fast food e fast coffee per gli umani e cibo artificiale per gli animali. Pagando, naturalmente. Se poi per caso il pino canadese non andasse più di moda, naturalmente tutto sparirebbe. Tranne la fame e la sete di uomini e bestie, senza lavoro e senza frutti dell’araucaria, che ha bisogno di 15-20 anni per rigenerarsi. Parabeins!

E ora la manna dei 2 mega eventi prossimi, mondiale calcio (ancora…) e olimpiadi. Mega, iper, super, oltre, aldilà, fanta… ma tutti quei riflettori accesi rischiano di essere la misera luce della candela che nasconde la vista della luna (Tagore), in questo caso enorme ma cupa, della macropovertà e della microcriminalità. Speriamo che almeno per sbaglio le briciole restino a chi ne ha bisogno, altrimenti…..Dilmaaaaa, la clavaaaaaaaaaa!

L’Indonesia è mollemente adagiata in orizzontale lungo l’equatore e punteggiata di isole, il Brasile è un gigante massiccio in piedi. Così gigante da superare le fantasie dei bambini e degli adulti che hanno la fortuna di mantenere la fantasia di bambini. Guardare una cartina del Brasile fa spalancare bocca occhi e calcolatrice:  3 fusi orari, 5 tipi di clima, dei primi 10 fiumi se ne conoscono a malapena i primi 2, ma il decimo è ancora 3500 km. 


L’Europa a 28 potrebbe essere ospitata in uno stato solo dei 12. 

Tutto comincia dalla terra, rossa, nera, grassissima. Una madre generosa che figlia estensioni sconfinate di canne da zucchero che ondeggiano come rockabilli biondifrutteti senza soluzione di continuità.


Si fantastica addirittura di un ARANCIODOTTO che porta succo di arancio semilavorato fino al porto di Santos per imbarcarsi su navi cisterna alla volta di assetati americani. 



Vero è che bere succhi di frutta (sucos) in brasile è più facile che bere acqua. E una volta provati i succhi di frutta qui, semplici o combinati, non si riesce più ad accettare lo stesso nome altrove. Abacaxi e hortela (ananas e mentuccia) è il mio preferito. Chissà, forse perché rappresenta con la mentuccia gli odori dell’infanzia, quando c’era poco cemento e molti campi e con il dolce sinuoso ed esotico ananas, l’esotico che andavo cercando per il mio futuro…

Beh, è l’ora di smettere di fantasticare sul passato che fantasticava sul futuro, venite vi porto a veder mangiare gli altri: Brasile, il gigante va a tavola: il primo scherzo sono dei buffet neanche a dirlo sontuosi con insalate, formaggi, salse, uova sode di quaglia, mozzarelle di bufala e chi più ne ha più ne metta..., beh, tutti gli stranieri, invitati ad un Churrasco, non sapendo cosa vuol dire churrasco, scambieranno gli antipasti per il pasto principale e ci si abbufferanno (abbuffet…). 



Errore. Un errore grande quanto il Brasile, perché dopo il buffet COMINCIA il churrasco, manzo suddiviso in tanti spiedi secondo il taglio brasiliano, quindi avrete pezzi di carne inimitabile, la picanha in testa, ma anche maminha, fraldinha, alcatra, etc. etc. con intervalli di calabresa (salsiccia) e jacarè (coccodrillo). E i camerieri con gli spiedi che piroettano fra i tavoli come dervisci tourneurs danno il nome di Rodizio a questo tipo di servizio (dopo tutto come il rodeo, dentro un cerchio...). Ci si beve birra gelata (normalmente leggera e sottozero,  o caipirinha, vezzeggiativo alcolico fatto di pinga, zucchero di produzione locale, finissimo come borotalco e lime.





E con il cibo che gira fra i tavoli e voi che fate i vostri giri di caipirinhas tutto comincerà a girare… oooh, se ballerete…. Non si va in Brasile per questo? Pesce? Ariecchelo! Polifemo che è andato a fare la spesa. A Piracicaba, città di fiume, lungo le rive e sotto alberi giganti (dubbi al proposito?) grigliano altrettanto giganti tranci di filhote letteralmente “il figlioletto”.


 Mi immagino la mamma… 
Insalata? eh ma allora è un vizio… 



Va bé, prendiamoci un risottino…INO???? Molto meglio un arroz mineiro in padella.  Gigante. 



Allora un po’ di frutta? Nostalgia del durian indonesiano? Non tem problemas: ecco la jacca. 



Non cambia né il sapore, né, ahimé, l’odore. Se non riuscite a mangiare a morsi un Jacca, volete vincere facile? Per una volta, e una volta sola, potrete rifarvi finalmente con un frutto  più piccolo, la dissetante microdeliziosa pittanga. 



Alla fine per pulirsi la bocca niente di meglio di un mandarino, anche se il diminutivo, in Brasile, è fuori luogo. E il gran mandarino ci porterà la prossima volta, in un’altra cu-cina… 






Dedica, (extralunga, ma dovevo finire brasilianamente..) ai giganti buoni uccisi dai nani cattivi. Tutto è grande in Brasile, anche i camion con i misteriosi dispositivi alle ruote per mantenerle gonfie e giganti sono certi murales sui grattacieli, fatti appunto o da giganti o da gente più grande della gravità. 



Ma nella natura gigante chi sovrasta tutti, come in una touche di rugby, sono gli alberi.





In un area di servizio fa “capolino” un albero grande quanto la stazione di servizio..E nei ristoranti ti fanno compagnia alberi di altri tempi, prima che lì nascesse il ristorante stesso; ... e aspettavo il mio filhote con davanti un albero enorme e intricato come la vitaPoi, all’interno di un ipermercato a Campinas svetta come uno scalpo di un nemico la radice impressionante di un albero che prima svettava al posto dell’ipermercatoE poco fuori Limeira ficus statuari in fila indiana, ombra per i viandanti da centinaia d’anni, annullati per fare uno svincolo che porti famiglie zombie in scatola ad un nuovo, solito, shopping center. 




…cattivi e masochisti: è un male per tutti non poterli più vedere. Non poter più pensare al domani, dormicchiando sotto la loro protezione e con la musica del vento fra i rami, va molto aldilà della tristezza: è forse anche questa la saudade? 
Uomini veri giganti scuotono la testa per i dispetti dei microbi e, al tramonto, scuotono delicatamente la chioma di ipè altissimi per cogliere fiori colorati enormi e farne dono a donne di forme generosissime. Le ombre si allungano per essere giganti anche loro e si intrecciano nei corteggiamenti mentre grandissimi sorrisi di tutti i sessi rischiarano l’improvvisa notte equatoriale.

Francesco Funaioli


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