Ristorante O - Masterchef Eoghain O'Neill

SARDEGNA DA GUSTARE | Gourmet sui bastioni di Alghero

Pensando alla Sardegna la mente vaga liberamente tra immagini di spiagge bianche e mari incontaminati, ma da quando siamo stati da Eoghain, ad Alghero, ci sono altri sensi che si fanno spazio, facendo riaffiorare ricordi intrisi di raffinati sapori. Sono il gusto e l'olfatto. 

Già, gusto e olfatto spadroneggiano impertinenti tra i tavoli dei commensali di Chef O'Neill , che presenta loro piatti intriganti, imbanditi in ardite presentazioni. Padre irlandese e madre di Tobago, la sua storia personale racconta di una formazione europea, con esperienze a Londra, a Monaco e in Francia e di una successiva contaminazione caraibica, negli anni in cui ha lavorato nell'arcipelago. Di Londra ricorda soprattutto il periodo presso Roux Brothers, Gordon Ramsey's Aubergine and Gordon Ramsey's at Royal Hospital Road e di aver imparato lì a dominare gli elementi della buon tavola: la cottura, il gusto, la consistenza, l'aspetto e il giusto "matrimonio" degli ingredienti. 
La sua compagna di vita ci racconta che si sono conosciuti ai Caraibi e che lei, avvezza alla cucina delle isole, si accorse di lui quando dopo un buon pasto pensò "qualcosa è cambiato". Era arrivato uno ottimo chef. Ci racconta anche che, durante la partecipazione al Santa Lucia Food & Rum Festival, Eoghain era forse l'unico a non accontentarsi di partecipare, ma studiava attentamente ogni fase della manifestazione, dalla preparazione alla presentazione, passando per una accurata spiegazioni dei vari processi culinari. 
Oggi questa estrema attenzione la mette a frutto nelle sue cucine, tanto che lei lo definisce meticoloso, preciso, maniacale. Non delega molto e supervisiona quasi tutto. Al suo fianco ha Chef Pasquale di Castellammare di Stabia che si occupa dei primi piatti.



Dopo un'attenta disamina del menù siamo felicemente allietati da una sorpresa. Emulsione di cavolfiore e olio accompagnata da spigola filtrata sei volte nella vodka. 
Consumato l'inatteso starter, si passa alla trilogia di foie gras 1919, con Rum Angostura di Trinidad e Tobago. L'elemento più intrigante è il cappuccino. La vista e il corpo dell'emulsione ricordano veramente un cappuccino ben fatto, ma la fragranza e il sapore sono quelli del foie gras. Intelligente intermezzo che accompagna bene la mousse e la scaloppe. La prima è preparata con vodka, la seconda  è servita con pan brioche su ratatouille di verdure. A completare il piatto ci sono tre punti di limone, risultato della lavorazione di un'intero frutto ciascuno e una riduzione di Cannonau di Sardegna.


Come primo piatto abbiamo scelto un riso venere al limone con astice all'algherese su salsa. Preparato dal responsabile dei primi, Chef Pasquale. I sapori si sposano bene senza perdere la loro identità. Molto gradevole.


Il secondo era indicato come "Sorpresa dal Mare" e infatti è arrivato confezionato come un regalo, scartato per noi direttamente dallo chef. Il tipo di pesce dipende dal pescato fresco disponibile al momento. Presentazione molto interessante, dal gusto appagante.


Infine i dolci. Ottimi. Si va dalle preparazioni al cioccolato fondente in cui la farcia è una varietà con diversa percentuale di cacao a dolci tipici dell'isola, ma rivisitati in chiave internazionale. Noi abbiamo scelto la "Tentazione al cioccolato Araguani" e la "Trilogia di crème brulèe", nelle varianti con frutto della passione,  pistacchio e cardamono, quest'ultima la più interessante.






Conclusa la cena, quando ormai è scomparso anche l'ultimo avventore avvezzo a "tirar tardi", rimaniamo solo noi con l'ultima molecola di dessert che ancora accarezza il palato, ma non c'è tempo per ripensare alle delizie appena gustate, perché sopraggiunge Eoghain e siamo impazienti di rivolgergli qualche domanda.
Non parla strettamente in italiano, ma non si esprime nemmeno in inglese. Diremmo piuttosto che parla una sorta di gramelot. Infuso di idiomi di matrice indoeuropea, che, come un diario aperto, racconta i luoghi in cui ha vissuto e ha cucinato.
Ci dice che il ristorante O, situato all'interno del Palazzo Carcassona, splendido edificio del 15°secolo, di cui sono utilizzati per la ristorazione anche la piazzetta antistante e i bellissimi bastioni con vista mare, ha aperto i battenti il 25 aprile 2013. L'inaugurazione ufficiale è del 16 maggio. 
Quest'estate si sono rivolti soprattutto ai turisti, ma la stagionalità non aiuta un ristoratore che vuole rimanere attivo nei 12 mesi. Per questo motivo il loro intento è quello di conquistare a poco a poco il cuore degli isolani, perché Eoghain non vuole rimanere  una allettante alternativa per l'abbiente picaro di passaggio, ma vuole essere una genuina proposta per Alghero.
Questo lo porta a dire che la sua cucina, ricca di una moltitudine di contaminazioni europee e caraibiche, a poco a poco si impreziosirà con elementi di derivazione tipicamente sarda.


Da O'Neill è possibile anche gustare delle pizze, cosa atipica per uno chef di rango. Noi non le abbiamo assaggiate, ma lui ci consiglia vivamente la pizza al foie gras. Cosa che ci fa desiderare quanto meno di tornare a provarla. Quando la serata si avvia a concludersi, ci accorgiamo che si è fatto tardissimo. Da un lato l'ambiente raffinato e dall'altro il personale cortese e famigliare ci hanno garantito una gradevole restrizione del tempo.  Quando usciamo ancora non albeggia, ma per strada incontriamo solo i nostri pensieri. 
Che dire. Siamo stati bene e se vivete ad Alghero o vi trovate lì per lavoro o per diletto vi consigliamo di incrociare le vostre posate con le pietanze di Chef O'Neill.


Ristorante O

Via Sant'Erasmo, 14, 07041 Alghero, Sardegna, Italia
+(39)3458646902



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