Lucca, la biodinamica e l'arte dell'equilibrio: la biodinamica non è un'opinione

 STORIE DI VIGNA #luccabiodinamica 14 ottobre 2013

Luogo: una vigna - Protagonisti: tre vignaioli biodinamici


Gabriele Da Prato, Podere Concori


Giuseppe Ferrua, Fabbrica di San Martino

Saverio Petrilli, Tenuta di Valgiano

Un giorno di agosto tre vignaioli biodinamici, narra quella che presto diverrà una leggenda, si ritrovano in campagna per mangiare insieme e bere qualche bicchiere di vino.
I vignaioli (che vedete qui sopra ritratti) sono Gabriele, Giuseppe e Saverio, che da anni seguono le pratiche della biodinamica nei loro vigneti. Con loro l'amico piemontese Luigi Fenoglio, detto Gimmi, appassionato di vino e nel settore per lavoro.
Chiacchierando e scambiandosi idee sull'imminente vendemmia, culmine delle loro fatiche annuali, e parlando degli altri "colleghi" alle prese con le stesse problematiche, fanno due conti: quasi la metà dei produttori di vino della lucchesia usano la biodinamica o ci si stanno avvicinando. 
Non può essere un caso, si dicono sorridendo. 
A Lucca, dove non esiste nessun colosso del vino che la faccia da padrone, spontaneamente ci si aggrega al seguito delle buone pratiche del rispetto della terra. 
Non può essere un caso, si ripetono i nostri tre, sempre più seriamente convinti.
Da qui l'idea di richiamare per un giorno a raccolta i biodinamici lucchesi, affiancandoli ai ristoratori che utilizzano quei vini e che consentono l'accesso alle loro cucine soltanto ai prodotti della terra sani, coltivati su terreni dove regnino armonia ed equilibrio.

"Lucca, la biodinamica e l'arte dell'equilibrio" nasce così.



E il 14 ottobre la Fabbrica di San Martino viene invasa da una pacifica schiera di vignaioli (12), produttori e ristoratori, seguiti dagli ospiti, giornalisti del settore provenienti da tutta Italia e pronti a degustare ed assaggiare e chiedere spiegazioni.




I più sono incuriositi di sentir parlare da chi l'ha sperimentata di quella biodinamica che alcuni non conoscono, a tanti sembra una chimera, a qualcuno un sogno, ad altri una sorta di stregoneria sciamanica applicata all'agricoltura.

Niente di tutto questo, come spiega Saverio, in una magistrale relazione, se pur informale perché si tiene fra i campi e le vigne: la biodinamica è qualcosa di pratico, sano, applicabile da chiunque ne abbia la voglia e la costanza necessarie, un modo di vivere in armonia con quanto ci circonda, secondo principi che sono appartenuti all'uomo in un passato quasi dimenticato e che siamo chiamati a riscoprire.
Ed ecco illustrati i preparati 500 e 501, che girano tra le mani dei presenti, e il dinamizzatore, strumento necessario ai biodinamici.





Nonostante la pioggia incessante, tipica della giornata lucchese di metà ottobre, nessuno sembra volersene andare. Partono gli assaggi, tutto squisito, ben presentato, visi sorridenti che servono dietro ai tavoli. Ospiti illustri che si aggirano fotografando e prendendo appunti.
Un'atmosfera di allegria, di armonia e di attenzione, un gran bel successo, con i vignaioli che si dividono fra i tanti bicchieri sollevati rispondendo a domande, invitando a visitare le loro aziende e cantine, suggerendo a chi non lo ha ancora fatto di gustare il vino delle altre aziende. Perché tra i biodinamici succede anche questo.

Così è come tutto ebbe inizio. 



E chi vi scrive c'era, visto che ha avuto il privilegio di essere nella squadra e di dare un contributo per la riuscita della giornata.

Vedremo cosa succederà. Intanto... Teneteci  d'occhio!

Amelia De Francesco




Elenco delle realtà partecipanti:

Aziende vitivinicole


Calafata - Lucca
Fabbrica di San Martino - San Martino in Vignale
Fattoria Colleverde - Matraia, Capannori
Fattoria Sardi Giustiniani - Monte San Quirico
Macea - Borgo a Mozzano
Podere Concori - Gallicano
Podere di Rosa - Sant'Alessio, Lucca
Tenuta Maria Teresa - San Martino in Vignale
Tenuta Lo Scompiglio - Vorno, Capannori
Tenuta di Valgiano - Valgiano, Capannori
Corte Malgiacca - Camigliano, Capannori
Azienda Agricola Morelli - Capannori, Lucca

e i piatti creati con i prodotti del territorio dagli chef e ristoratori lucchesi:

Osteria il Vecchio Mulino - Andrea Bertucci, Castelnuovo Garfagnana
Vigna Ilaria - Andrea Maggi, Lucca
Ristoro La Galera - Giulio Turriani, Castelnuovo di Garfagnana
Locanda dell'Angelo - Vito Cipolla, Lucca
L'Imbuto - Cristiano Tomei, Lucca
Il Mecenate - Stefano De Ranieri, Lucca
Ristorante Serendepico - Alessandro Ciomei, Gragnano - Capannori

I produttori

Nico Bio - Federico Martinelli, Orbicciano (Lu)
Vivai Moroni - Marco Moroni, Cenaia (PI)



Riportiamo infine con piacere il comunicato dei biodinamici lucchesi diffuso a seguito della giornata:


Biodinamica significa innanzitutto partecipazione, interazione con la vita stessa, significa
prendere coscienza dell'esistenza di un grandioso organismo vivente regolato da un
equilibrio di cui facciamo parte anche noi e che abbiamo il potere, consapevoli o meno, di
modificare.
Biodinamica significa vivere la propria terra cercando di comprenderla e di aiutarla a esprimersi, nell'ottica non di curare, ma cercando piuttosto di costruire salute.
Ogni territorio ha caratteristiche diverse e uniche, così come i suoli e le piante hanno una
loro spiccata individualità che va riconosciuta, capita, accettata. Ed è così che allora non ci
si può rifare a regole preconfezionate, sempre valide e immutabili, ma entra in gioco un
ingrediente fondamentale e prezioso, la responsabilità personale.
Lucca è una delle poche zone d'Italia in cui non si trovano cantine sociali o grandi gruppi
industriali, ma solo vignaioli, aziende di piccole dimensioni che hanno un rapporto stretto
con la terra e la sua salute.
In un sistema, quello del vino, affollato dai grandi numeri, da grandi soldi, da grande comunicazione, essere piccoli in un'area piccola, sviluppa l'intraprendenza, l'attenzione e la volontà. Sviluppa forse anche la capacità di condividere, più che di dividere, ed è così che si creano rapporti da eguali con i propri vicini, uniti dagli stessi problemi e dalle stesse fortune. E forse non è un caso, allora, che ci sia un così alto numero di aziende che praticano biodinamica, che si parlano, fanno rete e contribuiscono alla crescita di questo territorio incantevole, ciascuno secondo la propria responsabilità individuale.
Alla fine dell'incontro è stata donata a tutti i presenti un po' di pasta madre, costituita da colonie di lieviti autoctoni lucchesi, nutriti con farina biodinamica da grano coltivato sulle colline intorno a Lucca.
E' stata fornita qualche indicazione su come utilizzarla, ma starà a chi l'ha presa capire come funziona e come va trattata.
Saranno le mani che impastano a suggerire l'esatta quantità d'acqua che serve, a capire i tempi di lievitazione e come favorire la vita all'interno di quella palla che gonfia e gonfia, fino alla cottura, fino a che non diventa finalmente pane.
Nella panificazione a lievitazione naturale, così come nella biodinamica, l'uomo più che
altro aiuta la materia a esprimersi, indagandola e interpretandola secondo principi di buon
senso e decidendo in prima persona, sempre, cosa è meglio fare.

Luigi Fenoglio



Alcuni scatti della giornata...
















Gallery by Diano A. Dianda






Post popolari in questo blog

Auguri da viaggiatore a viaggiatori

Madrid: chi nasce quadrato non muore tondo

Dite tutti "Cheeeeeseeeee"!