Agricola Calafata - Cooperativa agricola sociale

VINI LUCCHESI Un'idea oltre il vino

C'è un luogo dove tra un tralcio e l'altro, nasce dell'erba buona e chiediamo venia a quei gentili lettori che, in 15 parole, si ritrovassero già spaesati a immaginare onirici fumenti d'altra natura. L'erba buona è in realtà il nuce di un'idea di solidarietà che ridona speranza e prospettive di futuro a persone che vivono difficili situazioni di marginalità. Calafata, o meglio, la Società Cooperativa Agricola Calafata, porge la sua mano a queste persone svantaggiate e lo fa dando loro un lavoro. Un lavoro da compiere in un'azienda, che ha incontrato, fa gli altri, rifugiati politici, ragazzi del Sert o con problemi di salute mentale e che ora si ritrovano con un'occupazione part time. In totale questi addetti sono circa 6/7 e mentre Mauro (Mauro Montanaro, commerciale dell'azienda) ci descrive come va questo laboratorio lavorativo, ci par di capire che, stante alcune criticità, il progetto dà buoni frutti. La sensazione nell'ascoltare le sue storie al riguardo permane sempre molto positiva.


Mauro è un piemontese che si è innamorato della Toscana e in particolare delle terre di Calafata, oggi ha 37 anni e da sempre fa il commerciale. Inizialmente si è tuffato in quest'avventura ricavandosi del tempo rubato ad altre attività lavorative e non, poi è diventata una vera passione e unica occupazione lavorativa, apprezzando a pieno anche il lavoro in vigna. 
Ci spiega che i terreni vitati sotto l'ala protettrice dell'azienda agricola, sono per lo più dei comodati d'uso, molti strappati all'incuria e all'abbandono progressivo e recuperati come tipicità salienti del territorio collinare lucchese. Il progetto nel tempo va tanto bene che oggi sono in molti quelli che vorrebbero affidare a Calafata il proprio piccolo appezzamento di terreno. Inoltre è bene non dimenticare, che su questi terreni viene prodotto il Levato di Majulina, che per chi conosce queste terre dovrebbe ben ricordare un pezzo di storia locale.


Ai tre ettari alla Maolina, nel tempo  se ne sono così aggiunti altri quattro fra Montecarlo e Arsina, senza dimenticare l'oliveto a Valgiano con 1200 piante. Oltre al vino infatti Calafata produce anche olio e miele.
Passeggiare per la vigna, diciamolo, è un bel camminare. A chi non fosse uso a peregrinare tra tralci e uve, consigliamo senza dubbio di rimediare quanto prima. Così anche noi di Loveat-Italy, mentre passeggiamo tra terrazzamenti e viottoli, oltre a goderci la pacatezza dei luoghi, apprendiamo che alcuni di questi vitigni hanno anche più di ottanta anni! Sono qua almeno dagli anni '30, gli anni del New Deal e dei regimi totalitari europei, ma anche del primo mondiale di calcio per l'Italia e di "All or Nothing at All" di un tale Frank Sinatra. Si tranquillizzi il lettore, torniamo immediatamente al tema dell'articolo e lo facciamo con una doverosa precisazione, in realtà alcuni vitigni sono sicuramente più vecchi di ottanta anni, perché il "catasto delle uve", risale nel tempo fino ad un certo punto e poi accomuna insieme tutti quelli più anziani. Quindi è come camminare in mezzo ai grappoli dei nostri nonni e bisnonni. Pare quasi incredibile.


I soci fondatori sono una decina  e tre di loro lavorano nei campi, curando la salute e il buono stato di forma delle molte varietà presenti: Vermentino, Trebbiano, Moscato bianco, Malvasia, Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, Sirah, Merlot, Buonamico, Aleatico, da cui si ricavano circa 7/8mila bottiglie all'anno, dopo aver effettuato la raccolta manuale in cassetta, deraspata a chicco intero e mantenendo le varietà separate. Poi segue la fermentazione in mastelli, con l'uva che viene prima pigiata manualmente. Infine i bianchi riposano in  acciaio e i rossi in acciaio e cemento.


I soci si dicono molto soddisfatti dei risultati, anche in virtù del fatto che usano preparati biodinamici e la pratica dei sovesci in vigna, non aggiungendo poi lieviti in cantina e facendo inoltre un modesto uso di solforosa. Si stanno certificando bio e quella di quest'anno, 2013, è la terza vendemmia in conversione. 
La percentuale maggiore della produzione viene venduta nella zona di Lucca a ristoranti, enoteche, gruppi di acquisto solidale. Una parte viene venduta sfusa, il resto, la maggior parte, in bottiglia.

Per chi volesse degustarli, occorre mandare a memoria questi nomi:

LEVATO DI MAJULINA, DOC COLLINE LUCCHESI, rosso, intenso, profumato, morbido da viti vecchie anche ottanta anni.

LEVATO DI REDOLA IGT, rosso, sapiente mix di uve internazionali e autoctone, speziato e tannico.

LEVATO DI GRONDA 2011 IGT, bianco, fruttato e delicato, da Vermentino e Trebbiano















AGRICOLA CALAFATA
Società Cooperativa, Agricola Sociale
Per informazioni:
Mauro Montanaro

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