Scatti d'Umbria: cronaca per immagini di un weekend fra vigne e prelibatezze

WINE  TRAVELLERUmbria, tu m'hai preso...

Metti un weekend in Umbria, fra le dolci colline che si estendono fino all'orizzonte e ancora oltre fino a dove non si sa, con il caldo che nonostante sia estate piena ha deciso di non essere ancora così afoso. 
E metti che qualche amico decide di accompagnarti in una due giorni di degustazioni per cantine e ristoranti, con l'entusiasmo e l'affetto che solo gli amici veri sanno avere anche quando li trascini in avventure di cui non sanno praticamente nulla. 
E metti infine che, per coincidenza o per scelta, incontri realtà che ti stupiscono, rapiscono il tuo palato e ti ricompensano del viaggio.
Così è accaduto. Per questo vi racconterò di un gradevolissimo tour de force fra vigneti e squisitezze consumatosi tra Cannara e Montefalco i primi di agosto.
Avevo scelto, per un motivo puramente sentimentale, di dormire al B&B Elgarò: il motivo sentimentale, se ve lo chiedeste, è che la struttura è gestita da amici di famiglia napoletani, che non vedevo da circa vent'anni. La sorpresa quindi è stata ancora più piacevole quando, arrivati, abbiamo trovato un ambiente molto confortevole, pulito, curato nei dettagli insieme, naturalmente, ad un'accoglienza calorosissima. 

B&B Elgarò, di Enrico e Ida - Cannara

Comprendendo lo scopo della nostra incursione umbra e vedendoci sfiniti dalla fame e dalla sete (cosa che, per la verità, ci accade circa ogni giorno intorno alle 13,00) Enrico, il gestore del B&b, ci indica immediatamente un posticino a pochi chilometri da lì, nella zona artigianale di Cannara.
Ci fidiamo del suggerimento e ci avventuriamo verso L'Hazienda (questo il nome del locale). 

L'Hazienda 

Restiamo subito piacevolmente colpiti dalla grande gentilezza e professionalità del personale e  dalla rapidità del servizio, ordiniamo una buona bottiglia di Rosso di Montefalco Antonelli Riserva del 2007, che iniziamo a gustarci aspettando di mangiare.

Ed ecco comparire una Suprema di Pollo. Mai nome fu più azzeccato. Un tale delizia, croccante fuori e tenera dentro, saporita al punto giusto, be'... non potrebbe che chiamarsi così, con un superlativo assoluto che ne segnali la portata. 
Il tartufo, praticamente onnipresente nel pranzo, pervade la delicatezza della carne bianca e lo sformatino di patate ben si sposa col tutto, aiutando ad equilibrare in bocca i sapori.

Suprema di pollo, tartufo e nocciole


La Suprema (prima che la i sadici mangioni la scomponessero)



Sushi di carne avvolto in sfoglia di tartufo umbro con crema di parmigiano

Ad altri è toccato in sorte di assaggiare il Sushi di Carne avvolto in sfoglia di tartufo con salsa di parmigiano. Bella presentazione, porzione più che soddisfacente e una tartara da maestri: semplice, condita al punto giusto, carne di ottima qualità.

Infine è stata la volta dell'Agnello con panatura di pistacchio e cipolla caramellata. La cottura della soave bestiola, ciascuno lo sa per esperienza, non è affatto scontata. Ma questa era perfetta. Complimenti allo chef!


Agnello con panatura di pistacchio di Bronte, sfoglia di parmigiano e cipolle caramellate

Il pasto è stato ampiamente innaffiato  da vini rigorosamente umbri. Tutto questo al solo scopo scientifico di preparare i nostri corpi alla maratona pomeridiana e serale che ci aspettava, tra vigne, vignaioli e cantine biologiche e biodinamiche.

Vini umbri

Le nostre peregrinazioni iniziano quindi sotto il sole del primo pomeriggio dall'Azienda Fattoria Colleallodole - Milziade Antano (www.fattoriacolleallodole.it), sulle colline vicino a Montefalco, dove giriamo a lungo per le vigne guidati da un cicerone d'eccezione: il giovane figlio del proprietario, di soli 17 anni, che con estrema disinvoltura ci parla dei suoi vigneti, delle tecniche utilizzate, dei vini che producono e di come li esportano in tutto il mondo. Sembra nato fra i tralci.

Vigne dell'azienda Agricola Milziade
L'azienda non è certificata biologica, ma è come se lo fosse, dato che da sempre si utilizzano soltanto rame e zolfo per i trattamenti.
Ci fermiamo a lungo in cantina per degustare i vini: iniziamo con il Grechetto, lieve e fruttatto, per proseguire con il Montefalco Rosso, che sa di quel territorio, e il Montefalco Rosso Riserva (notevole davvero!), per concludere con il Sagrantino Colleallodole e la dolce sorpresa del Sagrantino Passito.


La seconda visita, fissata a metà pomeriggio, ci porta a Cannara, in un ambiente assolutamente diverso dal precedente: una struttura a forma di carapace, un gigantesco guscio di tartaruga che contiene al suo interno la cantina della Tenuta Castelbuono (www.tenutacastelbuono.it), di proprietà della famiglia Lunelli (gli stessi delle Cantine Ferrari, ndr).
L'idea e il progetto sono del maestro Arnaldo Pomodoro, che ha studiato il territorio a lungo per creare una soluzione che si integrasse perfettamente con l'ambiente delle colline umbre.
A segnalare da lontano la struttura, altrimenti nascosta alla vista dalla strada, svetta, piantato nel terreno, un enorme "fulmine" rosso che molto assomiglia agli indicatori che puntano le località su Google Maps.

il Carapace della Tenuta Castelbuono, opera di Pomodoro

Nel 2001 i Lunelli acquistarono circa 30 ettari di terreno tra Bevagna e Montefalco e del 2003 è la prima annata di Sagrantino. 
La nostra visita ci porta anche nel piano inferiore, sottoterra, dove una luce soffusa e ben dosata crea un'atmosfera estremamente suggestiva.
Decine di barrique e botti attendono pazienti di poter compiere il loro dovere. In questo periodo sono abbellite da un originalissimo ornamento rosso, opera di un giovane artista, che le rende molto simili a cardinali in conclave. Naturalmente, nascosta fra le altre, il Papa ornato di bianco... 

Anche qui arriva il momento dell'assaggio, che non delude: vini di carattere, importanti ed ambiziosi, di recente nascita ma che ben promettono. A breve poi la nuova etichetta. Teneteli d'occhio.

Montefalco Sagrantino, Tenuta Castelbuono

La nostra lunga giornata termina con la visita e cena alla Cantina Di Filippo: 200 ettari di coltivazione a vite, uso della metodologia biodinamica, vini che lasciano piacevolmente stupiti per la loro classe ed eleganza. 
A questa azienda dedicheremo presto un articolo sulle nostre pagine... per ora vi basti sapere che la serata, a dir poco piacevole, è trascorsa fra carni argentine grigliate, degustazione di vini, formaggi caprini del luogo, tante tante chiacchiere con amici (quelli di sempre e i nuovi incontrati), tanta musica jazz e le stelle cadenti, che, come da copione per il 10 agosto, hanno recitato la loro parte completando l'incanto umbro che ci ha ammaliati...

Azienda agricolo Di Filippo, produttori di vino biodinamico


Sia benedetto chi per primo inventò il vino, 
che tutto il giorno mi fa stare allegro.
Cecco Angiolieri


Loveat ringrazia Alessandra Squaglia per le foto (e la compagnia) 

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