Vini d'autore che girano il mondo - Fattoria Sardi Giustiniani

LA RICERCA DELL'EQUILIBRIO, L'ELEGANZA DEL RISULTATO | Taste the Wines!


Alcuni vini vengono prodotti nello stesso territorio in cui sono nati. 
Altri, invece, arrivano in Italia da lontano, per moda, per capriccio o per passione. 
E poi ci sono vini fortemente legati all'identità locale ma già alla nascita internazionali per vocazione: parlano la lingua delle dolci colline di Lucca, crescono al sole e all'ombra del bel paesaggio del nord della Toscana, vengono da uve raccolte da mani del luogo, eppure faranno il giro del mondo...

 
Incontriamo questi vini lucchesi "giramondo" nella nostra visita alla Fattoria Sardi Giustiniani, a pochi chilometri da Lucca, e ce li presenta con passione ed estrema competenza, il loro regista ed autore, Matteo Giustiniani.
 
Matteo si divide fra l'azienda vinicola di famiglia e Firenze, dove abita, ed anche lui ha girato fuori dai confini italiani per conoscere ed incontrare. E' enologo e si è specializzato nel cuore accademico della cultura enologica francese, Bordeaux. Da piccolo trascorreva le sue estati nella Tenuta Antinori a Bolgheri e lì si è affezionato alla campagna e alle vigne. Quando arriviamo lo troviamo nell'orto intento a lavorare nonostante sia davvero molto caldo.
Ed è da lì che parte la nostra visita alle vigne dell'Azienda.
 
La Fattoria Sardi Giustiniani è proprietà della famiglia Sardi dalla fine dell'800 e da sempre produce vino, tanto che sono del 1926 i primi documenti ufficiali e le prime "medaglie al valore". Sebastiano Giustiniani, nonno di Matteo, inizia poi negli anni '80 una ristrutturazione dell'azienda quando si trasferisce per amore di una Sardi dal Veneto a Lucca.
 
Dal 2002 Matteo ed il fratello Jacopo si occupano a tutti gli effetti della Fattoria e dei 19 ettari di vigne, uno lavorando sul campo e nei campi che si srotolano sui pendii fra le località dell'Arsina, la Cappella e la Maulina, l'altro gestendo a New York alcuni ristoranti e wine bar ormai noti e punto di riferimento, dove si beve vino lucchese.
 

Dalle colline di Lucca, dunque, oltre l'Oceano e in tutto il mondo: su 80 mila bottiglie all'anno tra bianchi, rosato e rossi, il 70% parte per gli Usa, il  20% resta in Italia (anche tramite il canale della grande distribuzione),  il 10% viaggia per tutta l'Europa
 
L'Azienda sta seguendo il lungo e naturale percorso di conversione al  biologico e tra circa un anno otterrà la certificazione.
Tra le vigne, ve ne sono anche alcune coltivate secondo il metodo biodinamico: si tratta di appezzamenti per circa 3 ettari, divisi naturalmente e coscienziosamente dal resto della proprietà. 


Ma anche laddove la coltivazione è biologica e non biodinamica, per scelta di vita e filosofia di vino, si ricerca strenuamente l'equilibrio: i suoli non vengono trinciati e sotto la vigna la terra viene soltanto rastrellata. 
Un modo di amare i vigneti che regalano poi in cambio sapori che non si confondono con altri, ma che trovano la loro radice più profonda nel ventre di quella terra.

I vitigni coltivati sono, per quanto riguarda i vini rossi: Sangiovese, Merlot, diverse varietà di Canaiolo, Moscati, Aleatici Ciliegiolo, Sirah.
Per i bianchi: Vermentino, Malvasia, Trebbiano, Sauvignon e Chardonnay.

Un discorso a parte merita, per la sua storica presenza in quel luogo, il Merlot della Madonnina: si tratta di vigne del 1952 volute da un vescovo della famiglia, site su un poggio che guarda alle case della proprietà, le cui barbatelle vengono periodicamente ripiantate per perpetuare la tradizione.
 
Poco distante ci guarda incredula la vigna più giovane, del 2012, che tutto ancora ha da imparare.
 

Matteo ci racconta, mentre attraversiamo i vigneti, della sua idea di Terroir:  il vino deve essere facilmente riconoscibile, distinguersi per una grande raffinatezza; a questo va inoltre unito un terreno buono e studio minuzioso. Alla Fattoria Sardi Giustiniani, avvalendosi di collaboratori capaci, si lavora l'uva come in sartoria, riservandosi la possibilità di vinificare separatamente tutto ciò che si desidera e agendo come sembra opportuno per l'annata.
La data in cui tradizionalmente inizia la loro vendemmia è il 25 agosto.

La nostra visita procede poi nella cantina, con tini in cemento per la post macerazione a caldo e per evitare sbalzi di temperatura ed ossidazione.


La tenuta vanta anche una barriccaia con legni francesi, che vengono utilizzati per 5 anni e poi rivenduti.

 
Di gran gusto anche la sala allestita per la degustazione, dove ci apprestiamo ad assaggiare i bianchi e i rossi: un autentico stile toscano, con travi a vista, mobili rustici, pavimento in cotto e grandi finestre che danno sulle vigne.
 

Loveat ha assaggiato per voi:

Villa Sardi Bianco Doc Colline lucchesi, 2012: Trebbiano, Vermentino, Grechetto, Malvasia e altri uvaggi lucchesi. Note floreali, gradevole e con buona acidità e sapidità.

Fattoria Sardi Sauvignon, 2010: con metodo biodinamico, invecchiato in barrique, al naso complesso ed avvolgente, ottima acidità, elegante, finale fruttato.

Fattoria Sardi Vermentino, 2012: 100% Vermentino, al naso complesso e persistente, al palato fresco con note floreali.


Villa Sardi Rosso, 2011: Sangiovese, Canaiolo, Colorino ed altre uve di Lucca. Odore intenso ed armonico, grande equilibrio al palato, aroma di frutta rossa.

Fattoria Sardi Rosso, 2011: Colorino di Lucca con Syrah e Petit Verdot. Colore intesno, note di pepe nero, sentore di frutti rossi. Fresco, elegante e speziato.

Fattoria Sardi "Sebastiano", 2008: Uvaggi della Vigna della Madonna dell'Uva (Merlot, Cabernet). Color rosso rubino, al naso intenso e complesso, note fruttate e speziate, buon corpo al palato.

Infine il Fattoria Sardi Rosato (ultimo in ordine di nostra esposizione, ma non di degustazione), cui Matteo tiene particolarmente, perché è un vino che fa parte della tradizione della Fattoria e con il quale la produzione si identifica: Sangiovese, Merlot e Syrah. Colore rosa tenue, al naso rinfrescante, note di rosa canina, finale di frutta fresca.


Il vino è ogni volta un piacere da scoprire. 
Se poi questo vino gira il mondo e noi abbiamo il privilegio di poterlo bere laddove nasce e prima che scenda dalle belle colline lucchesi, be', allora è un piacere ancora più grande!


Post popolari in questo blog

Auguri da viaggiatore a viaggiatori

Dite tutti "Cheeeeeseeeee"!

Franklin '33. A Lucca si beve - Parte prima