Io, tu & le erbe - Ricetta Raccontata (parte III ed ultima)

STORIE DI CIBO Io, tu & le erbe (il gran finale!)



SI PARTE

Si lava la bestia in acqua corrente e la si asciuga con un canovaccio di lino bianco.
Ci laviamo le mani. Se devo dirvi anche di asciugarle, ditemelo subito che così smettiamo e non ne parliamo più.
Ci vuole una bella padella di ferro o alluminio. Non fate i furbi perché non posso vedervi e usate altro pentolame, sarebbe come bere in una scarpa. Questa è la maniera di partire male.

Ci vogliono le seguenti erbe e spezie ecc… Vedere l’elenco.

5 foglie di salvia
1 ciuffo di prezzemolo
8 foglie di basilico
1 rametto di rosmarino
2 spicchi d’aglio
1 cipolla bianca del diametro di cm 5/6
1 peperoncino rosso
10 chicchi di pepe verde
1 pizzico di cumino
1 pizzico di menta romana
1 pizzico di gnepitella
½ pizzico di origano
¼ di pizzico di finocchio
¼ di pizzico di peporino
½ pizzico di paprica dolce
½ pizzico di maggiorana
22 capperi
2 pizzichi di sale
1 foglia di alloro
1 bacca di ginepro

Il tutto va frullato, messo in una terrina e ricoperto di olio extra vergine di oliva e lasciato riposare , minimo 4 ore.
Se non siete in possesso di tutte le erbe elencate, le troverete nei supermercati. Altrimenti potete scendere nell’orto del vicino e fregarle.
Consiglio: se le fregate, non le tenete in mano ma riponetele subito in una tasca e se sarete colti sul fatto, cominciate subito a fare il richiamo del gatto (ci vuole il gatto) “ciucio ciucio ciucio” aggiungendo: “Ma dove si sarà cacciato?”.
Importante è non diventare rossi. In cucina ci vuole passione, ma anche freddezza.
Tornate  a casa e lavatevi di nuovo le mani e naturalmente le erbe.


ALLORA!

Si prende la bestia e si comincia la difficile operazione di disossamento: per questo non sono importanti attrezzi particolari, basta un coltellino a media lama e molto affilato. La carcassa con quel poco di carne che vi rimane attaccata la potete lessare e dare la carne al cane o al gatto. Il primo vi dimostrerà gratitudine riportandovi ai piedi il bastoncino lanciato. Il secondo vi andrà elegantemente nel c**o.
Si prende la bestia disossata, spero che non l’abbiate massacrata, anche se morta, un po’ di dignità non guasta.
La si taglia in bocconcini della grandezza di un bocconcino. Considerando che cotti si ritireranno un poco, pensate al momento in cui saranno portati alla bocca. Questa non deve spalancarsi a far vedere il resto del boccone precedente. Questo sta male, molto male. Perciò la misura del bocconcino deve assolutamente essere quella giusta.
Mettiamo la padella al fuoco con: glu, glu, glu, glu. Quattro glu di olio, lo facciamo leggermente scaldare e vi depositiamo la bestia spezzettata, mettiamo 4 pizzichi di sale e aggiungiamo 23 olive snocciolate, a questo punto facciamo rosolare il tutto per circa 8-9 minuti. Fatto ciò verseremo nella padella ¾ di bicchiere di vino bianco secco, aggiungendo 12 centimetri di concentrato di pomodoro. Per quest’ultima operazione usate pure il sistema dentifricio.
Copriamo la padella e facciamo cuocere a fuoco lento per 19-21 minuti. Se dopo questo tempo il sughetto nella padella vi sembrerà abbondante, lo faremo ritirare tenendo scoperto il recipiente, ricordate che un po’ di sughetto servirà. Il sughetto non deve superare 1/3 dello spessore dei bocconcini. A questo punto il gioco è fatto. Prenderemo le nostre erbe e le verseremo nella padella, faremo saltare il tutto girando continuamente con un mescolo di legno.
Questa operazione richiede il colpo dell’abile cuoco e perché tutto risulti infine perfetto, occorre fuoco medio-brillante, saltare (non voi) per poco tempo, non più di un minuto , girare di continuo col mestolo e non distrarsi.
Assolutamente le erbe non devono né bruciare né attaccarsi alla padella; se ciò avviene, togliete la padella dal fuoco, riponetela nascosta , trovate una bassa scusa e la bestia ve la mangerete da soli il giorno dopo.
Signori! Versate il tutto caldissimo in un vassoio, meglio se Ginori (si cercano sponsor) e portate in tavola.
Occhio alle reazioni.
Il vino consigliato: Refosco dal peduncolo rosso, annate 1989-91-94-98 ecc… Naturalmente rosso. Altrimenti beve te quello che vi pare. L’ultimo consiglio che vi posso dare è che quando si cucina non si pensa alla politica, tutt’al più si può pensare al sesso, quello sì, quello va sempre bene, prima durante e dopo.

Ps: Da questa ricetta è stata volutamente omessa un’erba: vi prego di scusarmi, ma non cercate di corrompermi. Pensate che questa non l’ho detta neppure a Lui…

FINE





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