Azienda Agricola Biologica Nico: amore per il cibo, rispetto della terra, sapori di una volta

OSSERVATO SPECIALE Dove il biodinamico è di casa


AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA NICO

Arriviamo all'Azienda Agricola Biologica Nico un bel pomeriggio di questa primavera che tanto primavera non sembra. Nonostante la temperatura non ci incoraggi, decidiamo di fermarci all’aperto, su un terrazzamento verde dove è stato apparecchiato per noi.

Subito capiamo di aver scelto bene:  la vista dei dintorni, colline di un verde sfacciato, ci ripaga della salita lungo il viottolo sterrato e poi su per gli scalini.

I padroni di casa, Federico Martinelli ed Elena Girelli, ci accolgono insieme alla loro festosa tribù: tre bellissime bimbe (Cloè, Tideg e Anais) e il vero padrone di casa, Tobia (il cane, ndr).
Ci sediamo intorno al tavolo e subito ci sentiamo a nostro agio. Come fossimo a casa, ma senza smog e traffico.

Federico e Elena hanno deciso di vivere proprio qui ad Orbicciano, su una collina boscosa a 15 km da Lucca, una scelta impegnativa e controtendenza per due giovani. Di recente  la rivista "Vita" ha scritto di loro, elencando questa realtà come una delle 100 scelte di vita innovative di giovani under 35 in grado di cambiare l'Italia e di avere importanti ripercussioni sociali.
Ti chiedi per un attimo come mai abbiano deciso, ma appena li senti parlare, con entusiasmo e con amore della terra che coltivano e che li ospita, capisci che non c’è bisogno di altre spiegazioni. Sono qui e basta, ed è come se ci fossero sempre stati.


Federico Martinelli, 32 anni, ha iniziato ad aiutare il nonno contadino a lavorare i suoi terreni quando era ancora un ragazzo e da allora, anche durante gli studi di agraria, non ha più saputo rinunciare al contatto con la terra. Dal 2003 inizia la sua avventura decidendo di trasformare la coltivazione da tradizionale a biologica e dal 2010 compie un ulteriore passo dedicandosi alla biodinamica.

L’agricoltura biodinamica, ci spiega, si basa su un rapporto con la terra differente da quello della coltivazione tradizionale, che utilizza sostanze chimiche per debellare possibili sofferenze della pianta, ma anche da quella biologica, che pur con l'uso di sostanze meno nocive e più “naturali” tratta gli organismi come malati da curare.
Nel biodinamico, invece, secondo concezioni Steineriane, si nutre il terreno, che è un tutto con la pianta che lì cresce e con tutti gli esseri che ci abitano (animali e uomini compresi). 
Rimane una parte di lavorazione meccanica, ma con strumenti particolari: anziché rovesciare la terra con l’aratro, la si smuove con attrezzi dentati, che la fessurano consentendole di respirare ma senza ferirla. A questo si associa l’uso costante di preparati naturali: il più famoso è il preparato 500, letame di mucca che abbia partorito almeno una volta conservato dentro il corno di un bue sotterrato in alcuni terreni particolari. Le fasi lunari, il contatto con la terra e le temperature esterne che si avvicendano, rendono il composto estremamente nutriente per il terreno. Una volta pronto, il preparato viene ossigenato e distribuito in piccole dosi (100 grammi circa per ettaro) sulla coltivazione, dove agisce sostanzialmente come il lievito nel pane.

Da Nico si avvicendano nelle stagioni  almeno 60 tipi diversi di verdure ed ortaggi che finiscono poi distribuiti nei mercati contadini della zona, nei ristoranti che ne conoscono ormai la qualità (e il sapore particolare) e nei GAS (gruppi di acquisto solidale) della zona.

FEDERICO ALL'OPERA 

Ma una parte dei prodotti di quella terra viene sapientemente trasformata dalle mani di Elena che, oltre a fare la mamma, trova il tempo di cucinare e gestire Il Giusto Gusto, il ristorantino annesso all'agriturismo.

IL GIUSTO GUSTO

Il Giusto Gusto è atipico per sua natura: menu fisso con prodotti rigorosamente di stagione e di filiera corta (e già questo basterebbe a renderlo differente), lavora solo su prenotazione. Il pane  e la pasta sono fatti in casa e la cura dei dettagli regna sovrana.
Si trovano quindi i prodotti locali come il pecorino del Marovelli dalla Garfagnana o la caciotta del Baisi, i grani antichi del Molino Floriddia e il vino biologico della Cooperativa Sociale Calafata.
La sala con camino e tavoli di legno, con arredo rustico e che ricorda le case della campagna inglese, è per poche persone, al massimo una decina.
Il prezzo della cena oscilla tra i 20€ e i 25€ vino compreso.
Merita decisamente una visita.

L’Azienda Agricola Nico, poi, dal 2007 è anche agriturismo e mette a disposizione dei suoi ospiti, di cui molti stranieri, un appartamento bilocale e due camere matrimoniali.



Di recente è nata anche l’attività della Fattoria Didattica, che ha visto Elena impegnata in progetti con le scuole del territorio per far avvicinare i bambini “di città” ad un cibo sano e pulito.


Molte chiacchiere dopo, a merenda finita e sazi di racconti e di delizie, ce ne andiamo riflettendo e discutendo sui tanti spunti.
E anche un po’ più rispettosi della terra che calpestiamo e alla quale apparteniamo.



MERENDA LOVEAT!

PANE FATTO IN CASA CON LIEVITO MADRE,
PECORINO DELLA GARFAGNANA
E OLIVE IN SALAMOIA DI NICO BIO

CACIOTTA, FAVE E ACETO BALSAMICO

FOGLIE DI SALVIA IN PASTELLA,
FOGLIE DI BARBE ROSSE FRITTE RIPIENE DI BIETOLA E STRACCHINO,
FIORI DI ZUCCA CON PATATE NOVELLE E RICOTTA FRESCA

I PADRONI DI CASA: FEDERICO & ELENA


AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA NICO

LOC. GELLO DI SOPRA, 119 ORBICCIANO (LU)
Az. Agricola Nico Bio




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