Un'altra ragione per cui probabilmente tutto ebbe inizio: la Disfida della Zuppa 2013

 

DDZ 2013


Un’altra tappa di avvicinamento alla creatura LOVEAT è stata senza dubbio la galvanizzante partecipazione alla Disfida della Zuppa 2013 organizzata da Slow Food  Lucca Compitese  Orti lucchesi.
Si tratta di una gara, giunta ormai alla sua quinta edizione, che vede scendere in campo (nonché nei campi) per affrontarsi in una sfida all’ultima zuppa esperti e meno esperti, zuppatori da generazioni e cuochi in erba.
La Disfida consiste in alcune serate, distribuite geograficamente sul territorio lucchese, in cui cinque o sei concorrenti alla volta presentano la loro versione della tradizionale Zuppa lucchese alla Frantoiana.  





Ogni serata prevede un vincitore e i vincitori delle singole tappe si sfidano poi nella finalissima che si tiene solitamente entro la fine di marzo. Oltre quella data, infatti, iniziano a mancare gli ingredienti fondamentali della Frantoiana, quali il cavolo nero (detto “braschetta” ) e gli erbi dei campi.

Il tifo è decisamente da stadio, la partecipazione del  numeroso pubblico molto sentita e ci si incontrano accanite e gaudenti combriccole di appassionati che seguono tutti gli appuntamenti, i Pellegrini della Zuppa, in grado di esprimere giudizi degni di cuochi professionisti. Uno di loro mi ha confessato di aver assaggiato negli anni oltre 100 zuppe e di essere oramai  in grado di scovare gli ingredienti  (quelli legittimi ma anche gli illegittimi) al primo cucchiaio.
E da vero clima di gara, non sono mancate neppure nel corso della DDZ 2013 le polemiche: una accesissima, per esempio, sull’uso delle zucchine, non di stagione ma da alcuni ritenute indispensabili per contribuire al sapore globale; o sul pomodoro, anch’esso assolutamente fuori stagione, ma concesso in forma di conserva specie se preparata dal cuoco stesso e conservata appositamente con amore fino all’inverno; altri hanno osato aggiungere spezie esotiche (curry e curcuma), suscitando lo sdegno dei puristi. Maggiore tolleranza per la provenienza degli “erbi”: se è vero che andrebbero colti nei campi da mani esperte ed in grado di riconoscerli, non sono stati penalizzati coloro che (come noi) li hanno trovati nei mercati contadini.
Né Diano né io, in ogni caso,  ci eravamo mai cimentati nella preparazione, ma, arditi come sempre,  abbiamo deciso di tentarla e nel mese di febbraio ci siamo gettati a capofitto in una full immersion brodosa e fagiolosa, sperimentando, aggiustando ed elaborando un nostro “progetto zuppa”.
Molti si sono sacrificati nelle settimane prima della gara per gustare le nostre prove, aiutandoci  con suggerimenti (“aggiustate il sale”, “troppi fagioli” “meno finocchio”) e li ringraziamo tutti, uno per uno.
Per farla breve: chili e chili di verdure pelate dopo, con il cuore in gola e le mani tremanti abbiamo tentato la sorte alla data di Capannori.

La serata è stata molto piacevole, la partecipazione calorosa, l’organizzazione direi ottima.
Una bella esperienza che meriterebbe ripetere anche solo per il piacere di condividere con tanti altri cuochi, tutti emozionati come noi, l’attesa nelle cucine, con il clamore del pubblico proveniente dalla sala e l’adrenalina che saliva mentre le zuppe sfilavano una dopo l’altra.
Immagino siate molto curiosi di sapere come è andata…

Be’, ci siamo classificati secondi, come noterete dalla facce che trasudano evidente soddisfazione.
Un arrivederci, dunque, alla DDZ 2014… noi ci saremo!!!
Si ringrazia per il reportage fotografico Roberto Giomi.


Post popolari in questo blog

Auguri da viaggiatore a viaggiatori

Dite tutti "Cheeeeeseeeee"!

Franklin '33. A Lucca si beve - Parte prima