Io, tu & le erbe - Ricetta raccontata

STORIE DI CIBO Io, tu & le erbe

Definizione di assaggio: 
Qualcosa di così piccolo, desiderabile ed incompleto che ci costringe a desiderare qualcos'altro che lo completi.
Godetevi la prima parte di questo racconto, pregustando la seconda che LOVEAT condividerà con voi sabato 25 maggio.
Amelia



Memo, Lucca 1995

CONIGLIO O POLLO ALLE ERBE

Premessa: Cercherò di essere il più breve possibile, anche se sostengo l’importanza di dedicare del tempo alla cucina più che ad altre cose totalmente inutili per il corpo e per lo spirito. Ricordatevi che il cibo, benché materia, riesce attraverso una metamorfosi gustativa a mandare messaggi sublimi al nostro cervello e il nostro cervello li comunica al nostro spirito. Questo crea in noi godimento e rilassatezza. Un po’ come fare all’amore.

Con questa ricetta, del resto già messa a giudizio dei palati degli amici, vi voglio rendere partecipi di qualcosa di intimo, di una confidenza. Non so se già esiste e non lo voglio sapere, se esistono varianti o no. Non ha importanza. Vi giuro sulla padella che questa è tutta mia, pensata per far gustare agli amici, amareggiati dalla brevità dell’esistenza e da altri cavoli, qualcosa che possa per un attimo dare la forza per andare avanti.
Quando la porterete sul tavolo guardate l’espressione del volto di chi gusta tale cibo. Se il movimento mascellare dei vostri commensali è lento e gli occhi si socchiudono velandosi, se le gote prendono un leggero color rosato e se c’è un’intensa aspirazione nasale, davanti a tale mimica, allora, siate certi: avete fatto centro.


UNITA’ DI MISURA

     1) Il Pizzico. Guardatevi attentamente le mani, strumento indispensabile in cucina. Se le avete grandi come le mie, s’intenda un pizzico come giusta unità di misura.  Se le avete piccole ne userete due.
    Per avere un pizzico d’ingrediente, si uniscano le punte del pollice, dell’indice e del medio. L’anulare e il mignolo si raccolgano nel palmo. La nostra mano assumerà la sembianza della testa dello struzzo, se questo non avviene ripetere l’esercizio. Quando calerete il becco del nostro struzzo nelle varie spezie da dosare, mi raccomando: non occorre spalancare le dita come se doveste pescare un  numero alla fiera di beneficenza. Basta una piccola apertura, che distanzi di mezzo cm le punte tra loro. Non siate ingordi, ma neanche tirchi, il pizzico è un delicato gesto, quasi fatto con distrazione ma con una profonda consapevolezza che questo gesto in fondo è la misura del vostro carattere. A questo punto quello che pescate sarà la giusta misura.

      Ps: Col pizzico non si prendono né olio né altri liquidi: questo è riservato ai grandi cuochi.

    2)  Il Palmo. Serve soprattutto a salare l’acqua per la pasta. Osservate attentamente la vostra mano, chiudetela parzialmente nel classico gesto che si usa per dissetarsi alle fontane. Questa è la seconda unità di misura. In questa ricetta però non serve perché non cuciniamo pasta.

   Ps. Se siete incazzati, o con vostro marito o con vostra moglie, non gettate il sale violentemente pensando ad un “Vaffanculo, strozzati!”. Questo non è giusto nei confronti del sale!


     3) Il Piede.  Non vi spaventate, questa non è un’unità di misura, ma quello che vi servirà dopo aver mangiato.


(FINE DELLA I PARTE)


                      Si ringrazia per la disponibilità ed il bel dono l'autore del racconto, Domenico Izzo, 
                      da tutti a Lucca conosciuto come Memo.

                   PS: a breve su LOVEAT  qualcosa di più sull'autore...




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